Genova si prepara a ricordare uno degli eventi più traumatici della sua storia recente: il G8 del 2001. A 25 anni di distanza, la città ligure si interroga ancora sulle conseguenze di quei giorni di luglio, segnati da violenze, saccheggi e la morte di Carlo Giuliani il giovane manifestante ucciso da un colpo di pistola esploso dal carabiniere Mario Placanica.
Dal 18 al 21 luglio, Genova ospiterà una serie di mostre, spettacoli teatrali, dibattiti e tre manifestazioni di piazza per riflettere su quell’evento che ha cambiato la storia non solo della città, ma dell’intero Paese. Un dialogo tra passato e futuro, che non vuole essere solo una sterile commemorazione, ma un’occasione per pensare alle lotte future.
I giorni della guerriglia urbana
Genova, quel luglio del 2001, si presentava blindata, con le forze dell’ordine in ogni angolo della città. Il summit del G8, che avrebbe dovuto essere un incontro tra i Grandi della Terra, si trasformò in una guerriglia urbana senza precedenti. Il 20 luglio, nella zona della stazione Brignole, il blocco nero un gruppo di Black Bloc mise in atto attacchi contro banche, auto e cassonetti. Una minoranza esigua rispetto alle migliaia di manifestanti pacifici arrivati da ogni parte del mondo per chiedere rispetto e diritti.
Gli scontri tra polizia e manifestanti proseguirono intorno alla zona rossa l’area interdetta ai manifestanti per la presenza dei leader mondiali. Fu in piazza Alimonda che avvenne l’episodio più tragico: un Defender dei carabinieri rimase bloccato tra i manifestanti durante una carica. Carlo Giuliani, 23enne, afferrò un estintore e, in quel momento, venne colpito da un proiettile esploso da Placanica. Il ragazzo cadde a terra e venne investito dal Defender che cercava di allontanarsi dalla piazza. Morì poco dopo.
La morte di Carlo Giuliani e le conseguenze
La morte di Carlo Giuliani lasciò un segno profondo non solo nella città di Genova, ma in tutto il Paese. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo definì gli eventi del G8 come la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un Paese occidentale nel secondo dopoguerra. La CEDU parlò di macelleria messicana in riferimento agli atti di tortura compiuti da alcuni poliziotti ai danni dei componenti del Genova Social Forum.
Mario Placanica, l’ex carabiniere che sparò a Carlo Giuliani, ha ricordato quei giorni come un incubo. È come se fossi morto anche io a Genova ha dichiarato in un’intervista. Non era una cosa che doveva succedere a due ragazzi. Hanno distrutto la vita a me e a Carlo. Placanica ha descritto una situazione di grave pericolo, in cui lui e i suoi colleghi si trovarono isolati e senza supporto. Ho sparato per allontanarli, non per colpire ha affermato.
Genova oggi: tra memoria e riflessione
Oggi, a 25 anni da quei fatti, Genova continua a riflettere su quell’evento che ha cambiato la sua storia. Le mostre, i dibattiti e le manifestazioni previste per il venticinquennale del G8 sono un’occasione per ricordare, ma anche per guardare al futuro. Il corteo nazionale che sfilerà nelle stesse strade di allora, partendo da piazza Alimonda per arrivare a piazza De Ferrari, è un simbolo di questa riflessione continua.
La fiaccolata alla scuola Diaz dove avvenne l’irruzione notturna della polizia, chiuderà il venticinquennale. Un momento di commemorazione, ma anche di impegno per le lotte future. Perché, come ha detto qualcuno, per pensare alle lotte future bisogna guardare al passato.


