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Molo del porticciolo di Nervi chiuso, ispezioni e interventi previsti

Il nuovo molo di Nervi è temporaneamente inagibile per erosione e rotazione del cassone; l'amministrazione prevede nuove ispezioni subacquee e lavori che dovrebbero durare al massimo 10 giorni lavorativi

Molo del porticciolo di Nervi chiuso, ispezioni e interventi previsti

Il molo del porticciolo di Nervi rimane chiuso e la situazione è stata discussa in Aula Rossa durante il consiglio comunale del 19 maggio 2026. L’assessore ai Lavori Pubblici, Massimo Ferrante, ha ricostruito gli accertamenti tecnici già svolti dalla direzione opere idrauliche e ha indicato i prossimi passi: nuove indagini subacquee non appena le condizioni del mare lo consentiranno e un programma di interventi mirati per ripristinare il piano di posa.

Cosa è successo al molo

Secondo quanto riportato dall’assessore, una video-ispezione effettuata circa quindici giorni prima aveva evidenziato un’ erosione del piano di posa del cassone principale nella zona della punta e lungo il lato che guarda la bocca d’ingresso del porticciolo. Le mareggiate successive hanno aggravato il quadro provocando una rotazione rigida del cassone, presumibilmente attorno al proprio asse principale, con un abbassamento della punta. Si tratta di un fenomeno dovuto alle forti correnti presenti in quella zona, che richiede interventi tecnici specifici per ripristinare la stabilità.

Fattori che hanno contribuito al cedimento

La combinazione tra correnti intense, l’azione delle onde e la naturale tendenza all’erosione del fondale ha reso critico il piano di posa. L’amministrazione ha sottolineato che i lavori del nuovo molo erano stati appena conclusi al momento dell’insediamento della Giunta e, pur evitando di attribuire colpe, ha avviato verifiche immediate con progettisti e impresa appaltatrice. Le ispezioni hanno mostrato come il materiale di supporto sotto il cassone sia stato scalzato, determinando la perdita parziale di appoggio e la conseguente instabilità.

Interventi tecnici previsti

Il progetto di intervento illustrato da Ferrante prevede una prima fase di accertamenti: una nuova ispezione subacquea e un rilievo dettagliato del fondale attorno al molo appena il mare lo permetterà. Successivamente, le azioni correttive contemplano il riempimento delle zone scalzate con getto subacqueo, il riposizionamento dei massi guardiani e, se necessario, l’implementazione della protezione con massivi di quarta categoria. Quest’ultima soluzione è considerata efficace per limitare ulteriori fenomeni di scalzamento, ma va valutata con attenzione per i suoi effetti sul pescaggio.

Dettagli operativi e cautele

Un aspetto tecnico rilevante è il rapporto tra protezione e pescaggio disponibile per gli ormeggi: l’introduzione di massi di grande pezzatura può infatti ridurre il pescaggio, complicando le manovre di attracco degli utenti del molo. Per questo motivo i progettisti e l’impresa valuteranno se collocare nuovi massi o adottare soluzioni alternative per ricostruire il piano di posa senza compromettere la funzionalità dell’approdo. Tutte le operazioni saranno precedute da rilievi precisi per definire la messa in opera più appropriata.

Tempistiche, costi e responsabilità

Ferrante ha dichiarato che, non appena le condizioni meteorologiche e marine lo consentiranno, si effettueranno le ispezioni e si potrà avviare la fase operativa. L’obiettivo è contenere i lavori entro 10 giorni lavorativi per limitare i disagi in vista dell’estate e ridurre l’impatto su commercianti, operatori e residenti della zona. Al momento non è stato fornito un quadro economico definitivo: stime e preventivi verranno comunicati dopo i rilievi del fondale e la definizione delle misure tecniche da attuare.

Question time in Consiglio

Le interrogazioni che hanno portato il tema in Aula sono state presentate dai consiglieri Marco Mes, Lorenzo Garzarelli (AVS) e Paola Maccagno (Partito Democratico). L’assessore ha puntualizzato che l’opera era stata terminata poco prima dell’insediamento della nuova amministrazione e ha voluto evitare attribuzioni di responsabilità immediate, pur impegnandosi a seguire con attenzione l’evolversi della situazione e a informare il Consiglio sugli sviluppi tecnici.

Nel frattempo il molo rimane off limits e gli abituali frequentatori dell’area dovranno pazientare fino alla conclusione delle verifiche e degli interventi, volti a ripristinare la sicurezza strutturale e la fruibilità dell’approdo. L’amministrazione promette aggiornamenti non appena i nuovi rilievi saranno completati e il programma dei lavori sarà definito.

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