Negli ultimi giorni la dinamica dei costi alla pompa ha registrato un’accelerazione che interessa automobilisti e imprese, con una decisione governativa che estende per pochi giorni lo sconto fiscale sul gasolio. Il quadro combina dati ufficiali sui prezzi, una breve proroga normativa e reazioni politiche e associative che chiedono interventi più duraturi.
Il provvedimento firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin attiva il meccanismo delle accise mobili utilizzando l’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi. L’estensione è stata decisa per i giorni del 25 e del 26 agosto, vale a dire fino a mercoledì 26 agosto.
Andamento dei prezzi in Liguria, Genova e confronto autostradale
I dati comunicati dal ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano come, pur non essendo la Liguria la regione più colpita, i livelli siano comunque elevati. In modalità self il prezzo medio del gasolio in Liguria è indicato a 2,129 euro al litro entro un range nazionale che va dai 2,179 euro della provincia autonoma di Bolzano ai 2,115 euro delle Marche. La benzina viaggia in media a 2,011 euro al litro con estremi pari a 2,051 euro per Bolzano e 2,004 euro per l’Emilia Romagna.
A Genova la soglia psicologica dei 2,20 euro al litro per il diesel non è stata ancora superata nella rete ordinaria; molte pompe offrono ancora benzina sotto i 2 euro. Tuttavia, il differenziale si manifesta sulle arterie a pedaggio: in autostrada il prezzo medio del gasolio ha raggiunto i 2,204 euro al litro oltre il record di quando la media fu di 2,154 euro.
Strumenti per il consumatore
Per verificare i prezzi in tempo reale è disponibile il portale dell’Osservaprezzi Carburanti del ministero, dove è possibile cercare impianti per area geografica, tratte autostradali o per marchio. Questo strumento permette di confrontare offerte e individuare punti vendita con tariffe più basse.
La proroga delle accise e le reazioni politiche e associative
La misura prorogata vale complessivamente intorno ai 17 centesimi al litro per il gasolio: si tratta di circa 14 centesimi di riduzione dell’accisa più l’effetto dell’Iva stimato in ulteriori 3 centesimi sul prezzo finale. Il provvedimento, completamento dell’intervento deciso con il decreto-legge del 5 agosto, ha un costo calcolato per la sola riduzione dell’accisa pari a 190,2 milioni di euro nel 2026.
Critiche alla mini proroga sono arrivate da associazioni di consumatori: il Codacons ha definito l’intervento insufficiente e ha chiesto una estensione più ampia, compresa anche la benzina, nonché un aumento del taglio sul gasolio. Sul piano politico, la segretaria del Pd Elly Schlein ha sollecitato l’introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche a livello nazionale, senza attendere l’interlocuzione con l’Unione europea.
Dalla maggioranza, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato come l’incremento dei prezzi non dipenda solo da misure interne ma dalla situazione internazionale, collegando gli sforzi di politica estera alla stabilizzazione dei mercati energetici. Tajani ha inoltre espresso preoccupazione per possibili speculazioni da parte delle grandi aziende, osservando che il concetto giuridico di «extra-profitto» è controverso nel dibattito economico.
Impatto economico stimato da Cna
L’associazione Cna rappresentativa dell’artigianato, ha quantificato l’onere causato dalla crisi in Medio Oriente con numeri concreti: nel periodo che va dal 1 marzo al 31 agosto la stima degli esborsi aggiuntivi è di circa 11,6 miliardi di euro rispetto a prima della crisi, di cui circa 5,8 miliardi attribuibili all’aumento dei costi per benzina e gasolio nel semestre. Sempre secondo la stessa stima, la bolletta elettrica pesa per circa 3,7-3,8 miliardi mentre il gas diretto per famiglie e imprese incide per circa 2-2,2 miliardi.
Questi numeri evidenziano come l’incremento dei prezzi alla pompa non sia un fenomeno isolato ma parte di un conto complessivo che grava su famiglie e imprese, alimentando il dibattito su strumenti fiscali e redistributivi per attenuare l’impatto.



