Al 55/mo convegno nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria, tenutosi a Rapallo (Genova), si è acceso il confronto sulle misure per fronteggiare il caro energia e sulle possibili estensioni degli interventi fiscali sul carburante. Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ha annunciato che il governo sta valutando di prolungare fino a fine giugno i provvedimenti adottatievidenziando però che il problema energetico ha dimensioni sia contingenti sia strutturali.
Dichiarazioni di Tajani e richiesta di un mercato unico europeo dell’energia
Durante il suo intervento a Rapallo, Tajani ha sottolineato che, oltre all’emergenza immediata, il caro energia è «un problema molto contingente, ma anche complessivo», e ha quindi rilanciato la necessità di un mercato unico europeo dell’energia. Ha avvertito inoltre che i provvedimenti in corso sono molto costosi e che la loro durata potrebbe essere limitata: «possono durare un mese o due mesi», ha detto, riassumendo la cautela con cui l’esecutivo valuta le coperture finanziarie e l’impatto sul bilancio.
Proroga del taglio delle accise e vincoli di spesa
L’ipotesi in esame è quella di estendere il taglio delle accise sui carburanti fino a fine giugno. Al centro della valutazione ci sono sia le disponibilità immediate sia le opzioni tecniche per finanziare la misura. Il governo sta analizzando i margini di flessibilità concessi dall’Unione Europea per spendere 14 miliardi in tre anni a sostegno delle misure contro i rincari energetici.
Posizioni politiche e proposte su banche, impieghi e incentivi alle rinnovabili
Il dibattito si è intrecciato con altre proposte politiche ed economiche. Il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato l’idea di chiedere un contributo agli istituti finanziari dopo aver ricordato i risultati di bilancio: «Andate a vedere la trimestrale di Unicredit e Intesa Sanpaolo», ha detto, citando che le prime due banche italiane potrebbero chiudere l’anno con 20 miliardi di utile. «Sono convinto che il governo e la Lega su questo saranno intransigenti», ha aggiunto, pur precisando che al momento non figura all’ordine del giorno un nuovo intervento sugli istituti simile a quello introdotto con l’ultima manovra.
Incentivi alle rinnovabili come alternativa agli aiuti diretti
Nel confronto pubblico sono emerse proposte concrete focalizzate sugli investimenti in fonti pulite. L’ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha suggerito di usare le risorse disponibili per premiare chi investe in energia rinnovabile: «Credo che la cosa migliore sarebbe incentivare investimenti delle imprese in rinnovabili, subito, domani. Non dateli in giro», ha affermato, aggiungendo: «Questi soldi da domani dateli alle imprese e ai cittadini che investono sulle rinnovabili». Sulla stessa linea, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha definito i tagli alle accise come «pannicelli caldi» e ha sottolineato che «Se non rilanci un investimento serio sulle fonti rinnovabili, alla lunga questo tema non lo affronti».
Flessibilità europea, risorse per la difesa e gestione dei 14,9 miliardi
Parallelamente alla discussione sulle accise, l’esecutivo sta valutando come impiegare altre forme di flessibilità. È in corso la riflessione sul programma denominato Saferelativo a prestiti europei per spese sulla difesa, e sulla decisione di utilizzare solo una parte delle risorse disponibili: dopo le consultazioni recenti, Roma ha deciso che chiederà un terzo dei 14,9 miliardi messi a disposizione nell’ambito di quel programma. Le fonti governative indicano che si sta ragionando sulle priorità di spesa, ma non sono attese novità a brevissimo termine.
Modalità di impiego dei 14 miliardi di flessibilità
Tra le opzioni al vaglio per usare i 14 miliardi di margine Ue ci sono misure mirate come bonus carburanti erogati attraverso le imprese, con agevolazioni fiscali, per concentrare il sostegno sui lavoratori del ceto medio. Tuttavia, la scarsità di risorse disponibili nelle immediatezze del Consiglio dei ministri ha portato a valutare con cautela interventi che, se troppo timidi, avrebbero un impatto limitato.
In sintesi, a Rapallo si è delineata una strategia che alterna misure temporanee per attenuare l’urto dei rincari e un richiamo a scelte più strutturali orientate all’efficienza energetica e alle rinnovabili, mentre sul tavolo restano questioni fiscali e finanziarie di portata nazionale ed europea.



