Nel cuore di Genova, in via San Lorenzo, si è consumato un episodio che ha sollevato questioni importanti sul confine tra critica e oltraggio a pubblico ufficiale. Una maestra genovese, oggi assolta, era finita sotto processo per aver pronunciato la frase “Siete disumani, vergognatevi” durante un TSO eseguito da due agenti della Polizia locale.
Il contesto dell’accaduto
L’episodio risale al 2020 e ha visto come protagonista una donna conosciuta nel quartiere per i suoi problemi psichiatrici e di linguaggio. Durante l’intervento, la donna, che si rifiutava di salire sull’ambulanza, era stata trascinata a braccia da quattro agenti. La maestra, presente sulla scena, aveva espresso la sua disapprovazione con la frase che l’ha poi portata in tribunale.
La difesa della maestra
La maestra, difesa dall’avvocato Emanuele Tambuscio, ha sempre sostenuto di aver esercitato un mero diritto di critica. La giudice Lucrezia Novaro ha accolto questa tesi, assolvendo l’insegnante da tutte le accuse. Nella sentenza, depositata pochi giorni fa, la giudice ha chiarito che “non risulta in alcun modo lesa la dignità personale degli agenti” e che le difficoltà nella gestione della situazione erano “del tutto routinarie e collegate alle particolari condizioni di infermità psichica della donna”.
Le accuse e la sentenza
La maestra, all’epoca dei fatti 36enne, era stata accusata anche di non aver voluto fornire i documenti di riconoscimento agli agenti. La donna ha spiegato di non averli con sé quella sera, ma di aver comunque fornito le sue generalità una volta accompagnata nell’auto di servizio. La giudice ha ritenuto queste spiegazioni sufficienti per escludere qualsiasi intento di oltraggio.
Durante il processo, si era costituito solo uno dei due agenti, lamentando che la frase pronunciata dalla maestra, implicitamente condivisa da altri passanti, avrebbe reso più difficile il suo lavoro. Tuttavia, la sentenza ha stabilito che le parole della maestra non costituivano un oltraggio, ma un’espressione legittima di critica verso un comportamento ritenuto inappropriato.
Le implicazioni del caso
Questo caso solleva importanti questioni sul diritto di critica e sui limiti dell’oltraggio a pubblico ufficiale. La sentenza della giudice Novaro sottolinea l’importanza di distinguere tra espressioni legittime di disapprovazione e comportamenti che effettivamente ledono la dignità degli agenti. La maestra genovese, con la sua vicenda, ha contribuito a chiarire questi confini, offrendo un precedente significativo per casi simili.



