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Scopri San Francesco del Deserto, l’oasi di pace tra Burano e Sant’Erasmo

Tra le isole della laguna nord di Venezia, San Francesco del Deserto è un gioiello nascosto, accessibile solo con visite guidate e lontano dai circuiti turistici più battuti.

Scopri San Francesco del Deserto, l’oasi di pace tra Burano e Sant’Erasmo

Nel cuore della laguna nord di Venezia tra le isole più conosciute di Burano e Sant’Erasmo si nasconde un luogo unico: San Francesco del Deserto. Questa isola monastica è un’oasi di pace e silenzio, lontana dal caos turistico che caratterizza la città lagunare.

Con i suoi quattro ettari di verde, cipressi e orti, l’isola ospita un convento francescano che custodisce una storia secolare. Qui, il tempo sembra essersi fermato, e l’accesso è regolato da visite guidate condotte dai frati garantendo un’esperienza autentica e rispettosa del contesto monastico.

Un’isola senza turisti: perché San Francesco del Deserto è così speciale

Uno degli aspetti più affascinanti di San Francesco del Deserto è l’assenza di servizi turistici. Non ci sono vaporetti di linea bar o negozi di souvenir. L’isola non è concepita come un’attrazione commerciale, ma come un luogo di preghiera e lavoro per i frati minori che la abitano.

L’accesso avviene esclusivamente tramite visita guidata e in gruppi contenuti, per evitare affollamenti e mantenere l’atmosfera raccolta che la caratterizza. Questa scelta logistica, se da un lato richiede un’organizzazione più attenta della visita, dall’altro rappresenta il principale motivo per cui l’isola conserva un ritmo distante da quello della Venezia più affollata.

Cosa vedere durante la visita al convento

L’ingresso è possibile solo con una visita guidata condotta da un religioso, della durata di circa quaranta minuti. Il percorso tocca i luoghi principali del complesso monastico, alternando spiegazioni storiche a riferimenti alla vita quotidiana della comunità.

Tra i punti salienti della visita, il chiostro duecentesco ricostruito dopo i danni subiti in epoca napoleonica. Qui, portici sobri, un pozzo centrale e iscrizioni marmoree raccontano episodi fondamentali, tra cui la donazione dell’isola da parte del patrizio Jacopo Michiel e il cosiddetto miracolo del silenzio attribuito a San Francesco.

La visita prosegue nella chiesa quattrocentesca edificata su una precedente struttura di rito bizantino. L’interno è essenziale, in linea con la tradizione francescana, con legno e pietra a vista. All’esterno, l’orto e le terrazze panoramiche offrono una vista mozzafiato su Burano e le barene della laguna nord.

Storia di San Francesco del Deserto: dalle origini medievali alla rinascita

Prima di assumere il nome attuale, l’isola era conosciuta come delle due vigne e apparteneva a una famiglia patrizia veneziana. Secondo la tradizione, nel 1220Francesco d’Assisi vi sostò al ritorno dall’Oriente, dopo l’incontro con il sultano d’Egitto durante la Quinta Crociata.

Nel 1233 Jacopo Michiel donò l’isola all’Ordine francescano avviando una presenza quasi ininterrotta. Due le interruzioni principali: nel Quattrocento, quando le condizioni malsane delle zone paludose portarono all’abbandono temporaneo e all’appellativo del deserto e nel 1808 quando le truppe napoleoniche trasformarono il complesso in magazzino e polveriera.

La rinascita si deve a padre Bernardino da Portogruaro che nel 1858 favorì il ritorno dei frati e la ricostruzione del complesso. Oggi la sua tomba è custodita sull’isola, a testimonianza di una continuità spirituale che attraversa i secoli.

Come arrivare a San Francesco del Deserto

Non essendo servita dai vaporetti di linea, l’isola si raggiunge generalmente partendo da Burano, collegata a Venezia con le linee della laguna nord da Fondamente Nove e, secondo gli orari ACTV, anche da Piazzale Roma e dalla Stazione.

Da Burano si può proseguire con una navetta privata attiva indicativamente dal 1° aprile a fine ottobre, con una corsa giornaliera pomeridiana. In alternativa, è possibile utilizzare un taxi acqueo o un’imbarcazione privata, concordando l’attracco al pontile dell’isola.

L’ingresso avviene esclusivamente tramite visita accompagnata. Le fasce orarie sono generalmente comprese tra le 9:00 e le 11:00 al mattino e tra le 15:00 e le 17:00 al pomeriggio. Il lunedì l’isola non è aperta ai visitatori.

Non esiste un biglietto fisso: al termine del percorso è possibile lasciare un’offerta libera destinata alla manutenzione del complesso. È richiesto un comportamento rispettoso del contesto monastico, senza consumare pasti all’interno e attenendosi alle indicazioni del frate guida.

In occasione di ricorrenze francescane, come il 17 settembre e il 4 ottobre alcune visite possono non essere disponibili, per consentire alla comunità di rispettare i propri tempi liturgici.

Cosa abbinare alla visita in laguna nord

Una giornata a San Francesco del Deserto si presta a essere integrata con una passeggiata tra le calli colorate di Burano o con una tappa a Murano e Torcello, sfruttando i collegamenti pubblici.

Per chi desidera esplorare angoli meno noti, Sant’Erasmo offre un volto agricolo della laguna, mentre Pellestrina consente di leggere Venezia da una prospettiva più intima e locale.

In un territorio dove turismo e patrimonio immobiliare convivono in equilibrio delicato, l’isola rappresenta un esempio di fruizione controllata e sostenibile. Un luogo che, pur a pochi minuti dalla città più visitata d’Italia, continua a vivere secondo ritmi antichi, preservando un’identità rara nella laguna veneziana.

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