Il crollo della gru in via Genova a Torino, avvenuto il 18 dicembre 2021, ha causato la morte di tre operai: Filippo Falotico, Roberto Peretto e Marco Pozzetti. Oggi, 7 settembre 2026, il sostituto procuratore Giorgio Nicola ha richiesto cinque condanne per la tragedia, sottolineando che si è trattato di “errori prevedibili, percepibili e prevenibili”.
Il processo, che si concluderà probabilmente a novembre, ha visto emergere gravi negligenze nella sicurezza e nella gestione del cantiere. Le richieste di condanna variano da due anni a tre anni e due mesi di reclusione per i cinque imputati.
Le richieste di condanna e le responsabilità
Gli imputati sono il manovratore dell’autogrù, la coordinatrice della progettazione e dell’esecuzione dei lavori, e i legali rappresentanti delle tre società coinvolte. Il manovratore, per il quale è stata richiesta una pena di due anni e sei mesi, avrebbe operato in condizioni non sicure, violando il manuale operativo dell’autogrù che vieta tiri obliqui trasversali e orizzontali.
La procura ha evidenziato che l’autogrù non aveva le caratteristiche minime necessarie per essere utilizzata in quel contesto. Inoltre, i documenti sulla sicurezza sarebbero stati redatti in modo “generico e assolutamente non contestualizzato”. “Ciascun imputato, in cooperazione colposa, ha omesso di porre in essere condotte doverose”, ha affermato il pm.
Le criticità emerse durante il processo
Durante il processo sono emerse diverse criticità riguardanti la sicurezza del cantiere. Tra queste, la mancata valutazione preventiva dei rischi e l’idoneità dell’autogrù utilizzata per montare la gru a torre. Il pm ha richiamato anche i vincoli dell’area del cantiere, sottolineando che il crollo non fu il risultato di una scelta estemporanea o di un errore improvviso.
La tragedia e le testimonianze
Era mattina quando l’autogrù appoggiata a un palazzo di sei piani è crollata, colpendo diverse auto. Le vittime, in quel momento, stavano realizzando il montaggio della struttura del cantiere. Oltre a loro, diverse persone sono rimaste ferite nella tragedia.
Massimiliano Quirico, direttore dell’associazione Sicurezza e Lavoro, parte civile nel processo, ha commentato: “Ancora oggi c’è troppa superficialità nel redigere la documentazione riguardante la sicurezza da parte di alcuni datori di lavoro e professionisti e il ricorso al subappalto non fa che aggravare la situazione. Ci auguriamo che la tragedia della gru di via Genova serva a far riflettere ognuno sulle proprie responsabilità e sulle terribili conseguenze che certe azioni od omissioni possano avere sulla vita di lavoratori e lavoratrici e su quella delle loro famiglie e su chi magari si trova a passare nei pressi di un cantiere”.



