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Rally della Val d’Aveto: aperta inchiesta dopo il decesso del navigatore Stefano Sappracone

Un tragico incidente durante il Rally della Val d’Aveto ha portato alla morte del navigatore Stefano Sappracone. La Procura di Genova ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo.

Rally della Val d’Aveto: aperta inchiesta dopo il decesso del navigatore Stefano Sappracone

Un tragico incidente durante il Rally della Val d’Aveto ha scosso il mondo dei motori. Il navigatore Stefano Sappracone 43 anni, ha perso la vita durante una prova speciale, scatenando un’inchiesta da parte della Procura di Genova.

L’incidente è avvenuto lungo la provinciale 48 del Fregarolo, nel territorio di Rezzoaglio durante la prova speciale Due Valli. La vettura, guidata dal pilota Stefano Scapellato è uscita di strada e ha terminato la sua corsa contro un albero. Per Sappracone, originario di Taggia non c’è stato nulla da fare.

L’inchiesta della Procura di Genova

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo non stradale, in quanto l’incidente è avvenuto durante una competizione sportiva su un tracciato chiuso al traffico ordinario. La distinzione è fondamentale perché, in questo contesto, non trovano applicazione le normali disposizioni del Codice della strada.

Il pubblico ministero Valentina Terrile ha disposto l’autopsia sul corpo di Sappracone e il sequestro della vettura coinvolta nell’incidente. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire ogni dettaglio di quei drammatici istanti, con l’obiettivo di stabilire con precisione cosa abbia determinato l’uscita di strada e quali siano state le conseguenze dell’impatto.

Le possibili responsabilità

L’inchiesta potrebbe prendere in considerazione anche il comportamento tenuto durante la prova. Nel mondo delle competizioni sportive, il rischio legato all’attività agonistica è considerato parte della pratica stessa, ma può assumere rilievo penale qualora vengano oltrepassati in maniera evidente i limiti del cosiddetto rischio consentito.

Eventuali condotte caratterizzate da una violazione grave o abnorme delle regole di gara o delle comuni cautele richieste nello svolgimento dell’attività sportiva potrebbero essere oggetto di valutazione. Gli organizzatori del rally hanno ricordato che il tratto della Due Valli interessato dalla competizione viene utilizzato da decenni per le gare automobilistiche senza che si siano mai verificati incidenti mortali.

Il dolore di una comunità

Stefano Sappracone era una figura conosciuta nel Ponente ligure e nel mondo dei motori. La sua era una presenza consolidata nel panorama dei rally: quella del Rally della Val d’Aveto era la 65ª gara della sua carriera. Negli anni aveva condiviso importanti esperienze sportive con il pilota Alberto Siccardi con il quale nel 2025 aveva conquistato il Rally del Lazio-Cassino.

La tragedia ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio da parte di società sportive, scuderie e realtà del territorio. La competizione è stata interrotta dopo l’incidente e l’attenzione è ora concentrata sull’indagine. Saranno gli accertamenti tecnici, l’autopsia e gli altri elementi raccolti dalla Procura a chiarire cosa sia accaduto sulla Due Valli e se, oltre alla drammatica fatalità dell’incidente, vi siano eventuali responsabilità da approfondire.

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