La scoperta di due nuovi virus nei branzini ha destato preoccupazione tra i consumatori, ma gli esperti rassicurano: non c’è alcun rischio per la salute umana. L’Anses, l’agenzia francese per la sicurezza sanitaria, ha identificato i patogeni durante un’indagine su una patologia emersa in un allevamento, dove i giovani esemplari presentavano pustole, lesioni cutanee e addome gonfio.
L’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della struttura di Malattie Infettive del San Martino, ha commentato la notizia sui suoi canali social, citando il celebre brano Don’t Worry Be Happy per sottolineare che non c’è motivo di allarmarsi. I virus appartengono a due distinte famiglie virali: i Flaviviridae e gli Astroviridae gruppi che comprendono anche virus in grado di colpire i mammiferi.
I virus non rappresentano un rischio per l’uomo
Bassetti ha tenuto a precisare che appartenere alla stessa famiglia non significa poter infettare l’uomo. Sulla possibilità di contagi per le persone, il professore è stato netto: al momento non esiste alcuna prova di trasmissione alle persone, né attraverso il consumo del pesce né attraverso altre vie.
I virus non sono presenti nei branzini in vendita
Un dettaglio fondamentale riguarda la filiera commerciale e la tipologia di esemplari colpiti. I patogeni non riguardano il pesce che troviamo regolarmente nei banchi vendita. I virus sono stati individuati negli avannotti degli incubatoi non nei branzini adulti normalmente venduti in pescheria. Gli esemplari malati non erano comunque destinati alla commercializzazione.
Per ora, il problema riguarda soprattutto la salute dei pesci e la biosicurezza degli allevamenti, non la sicurezza alimentare ha ribadito Bassetti. Si tratta di un passo in avanti rilevante per la medicina veterinaria e il monitoraggio degli impianti ittiogenici, ma che non deve allarmare chi acquista branzini.
Una scoperta importante per capire e monitorare le malattie dei pesci, ma nessun allarme per chi consuma branzini sulla base delle evidenze disponibili oggi.



