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Intesa Sanpaolo celebra il nuovo dottorato honoris causa a Genova

Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori, è stato insignito di una laurea honoris causa a Genova, dove ha evidenziato il ruolo centrale delle persone nella rivoluzione digitale.

Intesa Sanpaolo celebra il nuovo dottorato honoris causa a Genova

Il 16 settembre l’Università di Genova ha celebrato una cerimonia di alto profilo, durante la quale Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, è stato insignito della laurea honoris causa in Computer Engineering. L’evento, aperto dal rettore Federico Delfino, dalla preside della Scuola Politecnica Patrizia Perego e dal direttore del DIBRIS Sergio Martinoia, ha rappresentato l’ultimo riconoscimento conferito nell’ambito del mandato di Delfino, che si chiuderà il 31 ottobre, per dare il passo a Antonio Uccelli dal 1 novembre.

Cerimonia e riconoscimenti istituzionali

La tradizione accademica è stata arricchita dalla laudatio pronunciata dal professore Davide Anguita, ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni. Il discorso di ringraziamento ha rimarcato il legame storico tra la città di Genova, nota per la sua esperienza mercantile, e l’innovazione tecnologica contemporanea, sottolineando come la laurea honoris causa riconosca non solo risultati individuali ma anche il valore di un dialogo permanente tra università e impresa.

Il rapporto tra tecnologia, intelligenza artificiale e dimensione umana

Nel suo intervento intitolato “La tecnologia in banca e il suo rapporto con le persone: ieri, oggi e domani”, Barrese ha illustrato il cammino percorribile dalla digitalizzazione fino all’avvento dell’intelligenza artificiale. Ha evidenziato che, sebbene gli investimenti globali nel settore AI siano destinati a crescere da 5 a 85 miliardi di dollari entro il 2030, il 90 % dei clienti bancari preferisce ancora confrontarsi con una persona reale per le decisioni finanziarie più importanti.

Il banchiere ha citato l’esempio della navigazione moderna: “la tecnologia ha ridotto del 70 % le perdite di navi in mare dal 1990 ad oggi, ma la rotta la decidono sempre le persone”. Con la stessa metafora, ha ribadito che la fiducia e la qualità delle relazioni umane rimangono il fattore distintivo per la fedeltà dei clienti, sintetizzando l’approccio con la domanda “Come posso aiutarti?”.

Prospettive per il settore bancario e sfide regolamentari

Barrese ha proseguito analizzando l’impatto dei colossi tecnologici statunitensi, le prime sette delle quali generano ricavi pari al doppio del Pil dell’Impero britannico al culmine del XIX secolo. Questa realtà, ha sottolineato, impone una riflessione politica e sociale su chi controlli l’AI e quali limiti debbano essere stabiliti. Per il dirigente, la sfida più rilevante non è semplicemente creare strumenti più avanzati, ma renderli sostenibili e inclusivi per l’intera comunità.

Il suo appello è rivolto a una banca che, pur avendo oltre 1 500 miliardi di euro di attività finanziaria e quasi 440 miliardi di impieghi, continui a porre al centro la relazione personale con il cliente, perseguendo una “prosperità condivisa” per i territori sociali, industriali e culturali.

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