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Carcere di Pontedecimo: violenza e disordini, il sindacato denuncia la situazione critica

La tensione al carcere di Pontedecimo continua a salire. Un'agente è stata aggredita e minacciata di morte, mentre il sindacato Uil Fp polizia penitenziaria chiede interventi immediati.

Carcere di Pontedecimo: violenza e disordini, il sindacato denuncia la situazione critica

La situazione al carcere di Pontedecimo continua a deteriorarsi, con episodi di violenza che si susseguono senza sosta. L’ultimo in ordine di tempo risale alla serata del 15 settembre 2026, quando una detenuta ha aggredito un’agente di polizia penitenziaria, sputandole in faccia e minacciandola di morte durante la somministrazione di una terapia.

Questo episodio si inserisce in un contesto già critico, segnato da aggressioni, devastazioni e minacce quotidiane. Il segretario regionale della Uil Fp polizia penitenziaria, Fabio Pagani, ha espresso forte preoccupazione per la situazione, definendola difficile e pericolosa.

Un’aggressione che riflette una situazione fuori controllo

L’aggressione è avvenuta durante la somministrazione di una terapia a una detenuta italiana, ristretta nell’istituto dal 2023 e con una posizione appellante per reati di tentato omicidio. La donna, già nota per comportamenti violenti, ha scatenato la sua rabbia contro l’agente, sputandole in faccia e rivolgendole minacce di morte.

Fabio Pagani ha commentato l’episodio con forte preoccupazione: Siamo di fronte all’ennesimo episodio, che dimostra quanto sia diventata difficile e pericolosa la situazione a Pontedecimo. L’agente, mentre svolgeva il proprio servizio, è stata vittima di un atto di violenza inaccettabile, che solleva dubbi sulla sicurezza all’interno dell’istituto.

Pagani ha denunciato una situazione che richiede un intervento immediato da parte dell’amministrazione penitenziaria. Gli agenti sono chiamati quotidianamente a fronteggiare aggressioni, devastazioni, minacce e situazioni di grave criticità ha dichiarato, sottolineando la necessità di priorità diverse da parte della direzione.

Disordini e violenza: la situazione al carcere di Pontedecimo

La tensione al carcere di Pontedecimo non è un episodio isolato. Già il 11 settembre 2026, una detenuta aveva scatenato una protesta dopo il diniego del medico di guardia di somministrarle un farmaco non autorizzato. La donna, nota per comportamenti violenti, aveva devastato la sezione e la propria cella prima di essere contenuta.

Secondo la Uil Fp polizia penitenziaria, la detenuta era già nota per condotte violente reiterate, che tuttavia non hanno portato al suo trasferimento in un’altra struttura. Fabio Pagani ha evidenziato fragilità organizzative che vanno oltre il singolo evento critico. Nel corso del 2026, si sono verificati tre casi di evasione tra le detenute ammesse al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 episodi che, secondo il sindacato, impongono una revisione immediata dei protocolli di controllo.

Le critiche della sigla sindacale si concentrano sulla gestione complessiva dell’istituto. Mentre gli agenti affrontano aggressioni e devastazioni, la sensazione è che le priorità della direzione siano altre ha dichiarato Pagani, citando come esempio l’autorizzazione di torte di compleanno per le detenute invece di garantire la sicurezza di una struttura in sofferenza.

La tempestività della polizia penitenziaria ha impedito che i disordini si estendessero al resto del reparto. Tuttavia, il sindacato sottolinea come il contenimento dell’emergenza sia affidato all’iniziativa dei singoli operatori, esposti quotidianamente a rischi per la propria incolumità.

La richiesta di interventi immediati

La Uil Fp polizia penitenziaria ha chiesto risposte immediate all’amministrazione penitenziaria sulle tutele del personale e sulla gestione dei soggetti recidivi. Fabio Pagani ha concluso con un appello diretto: A Pontedecimo non serve più aspettare: serve intervenire.

La polizia penitenziaria non può essere l’agnello sacrificale del sistema e non può essere lasciata sola a gestire le conseguenze di una situazione di sicurezza che presenta criticità sempre più difficili da ignorare. La tutela degli agenti deve tornare a essere una priorità, ha affermato Pagani, sottolineando la necessità di misure concrete per garantire la sicurezza all’interno dell’istituto.

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