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Scomparsa di Matteo Jade: dal G8 allo Zapata, il ricordo di una vita militante

È morto Matteo Jade, storico esponente delle <strong>tute bianche</strong> e fondatore del <strong>centro sociale Zapata</strong>, noto per il suo impegno nelle cooperative sociali e nelle iniziative a favore dei più deboli

Scomparsa di Matteo Jade: dal G8 allo Zapata, il ricordo di una vita militante

La città di Genova e l’intera Liguria hanno ricevuto con tristezza la notizia della scomparsa improvvisa di Matteo Jade, figura di riferimento delle lotte sociali locali. La sua storia si intreccia con decenni di attivismo: era noto per la partecipazione alle proteste legate al G8 2001 e per il ruolo di fondatore e portavoce del centro sociale Zapata. Chi lo ha conosciuto ricorda la capacità di coniugare la battaglia politica con l’impegno concreto sul territorio.

Lontano da etichette rigide, Jade è stato interprete di quello che definiva un modo di fare politica basato sull’azione quotidiana e sulla costruzione di spazi di comunità. Come operatore nelle cooperative sociali, con la sua esperienza in realtà come La Comunità, ha promosso progetti per giovani, migranti e persone in difficoltà, dimostrando che l’impegno civico può trasformare la protesta in pratica sociale.

Un punto di riferimento per le lotte sociali

Negli anni la figura di Matteo Jade è diventata emblematica per chi si occupa di diritti e di spazi di aggregazione. Fin dalle prime esperienze si è distinto per una visione che privilegiava la lotta non violenta e la costruzione di solidarietà. Il suo percorso è stato segnato da una costante presenza nelle manifestazioni, nelle campagne contro le disuguaglianze e nelle battaglie per salvaguardare luoghi pubblici e progetti culturali, mostrando che l’attivismo può avere una dimensione plurale: sia simbolica che operativa.

Il ruolo nella protesta del G8

Nel 2001, durante il G8, Jade fu tra i volti riconoscibili delle cosiddette tute bianche, gruppo che cercava di opporre resistenza civile e sapiente visibilità alle cariche dell’ordine pubblico. Le immagini di quelle giornate rimasero impresse nella memoria collettiva, insieme alle tragedie che segnarono il periodo. Pur consapevole dei rischi affrontati, Jade proseguì il suo impegno, convertendo l’esperienza di strada in una militanza che privilegiava il confronto e la responsabilità verso la comunità.

Impegno sul territorio e progetti concreti

Il lavoro di Jade non si è limitato alla piazza: gran parte della sua energia è stata dedicata alla gestione di iniziative sociali e culturali. Attraverso il centro sociale Zapata e le cooperative con cui collaborava ha sostenuto attività educative, sportive e musicali per i giovani, in particolare per i ragazzi con background migratorio. La sua dedizione dimostrava una convinzione chiara: la politica efficace è fatta di servizi, opportunità e percorsi di inclusione.

Progetti per i più deboli

Tra le sue opere più concrete ci sono iniziative rivolte alle fasce più vulnerabili della popolazione: percorsi di doposcuola, attività sportive e laboratori musicali pensati come strumenti di integrazione. In molte occasioni si è battuto anche per mantenere aperti spazi culturali minacciati dalla chiusura, sostenendo che tali luoghi sono fondamentali per il tessuto sociale e per l’espressione collettiva dei cittadini.

L’eredità e il ricordo

La scomparsa di Matteo Jade ha suscitato omaggi e ricordi tra chi ha condiviso con lui le piazze e i progetti. Molte realtà associative, compagne e compagni di battaglie hanno sottolineato l’importanza del suo approccio: radicale nelle idee, ma sempre aperto al dialogo e alla collaborazione. Il suo esempio resta un invito a mantenere vivo l’impegno civico, trasformando le proteste in proposte sostenibili per la comunità.

Nel bilancio collettivo rimane la testimonianza di una vita dedicata alla difesa dei diritti e alla creazione di opportunità pratiche. Il ricordo di Jade si rifletterà non solo nelle parole di cordoglio, ma nelle iniziative che continueranno a promuovere solidarietà, inclusione e partecipazione attiva, valori che hanno caratterizzato il suo percorso e che saranno la misura del suo lascito per le generazioni future.

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