La notizia della scomparsa di Matteo Jade, 55 anni, ha suscitato un’ondata di messaggi e ricordi a Genova. Figura nota nel panorama dell’attivismo cittadino, Matteo è stato tra i membri delle Tute Bianche durante gli anni del G8 e ha mantenuto un lungo impegno nel sociale come operatore della cooperativa La Comunità. In queste ore diverse realtà locali e collettivi hanno voluto testimoniare il loro cordoglio e ricordare il suo contributo, mettendo in luce un percorso personale fatto di militanza, lavoro e attenzione verso le persone più fragili. Il tessuto associativo ha reagito con messaggi pubblici e offerte di sostegno alla famiglia.
La presenza di Matteo in ambito sociale si è estesa anche al lavoro dentro spazi autogestiti: è stato protagonista del vecchio collettivo del centro sociale Zapata, dove ha costruito relazioni e pratiche di comunità. I messaggi di addio, apparsi sulle pagine delle organizzazioni locali, sottolineano sia l’aspetto politico che quello umano del suo operato. Alcune delle testimonianze ricordano il suo ruolo nella gestione di centri e servizi, mentre altre rimarcano la sua capacità di essere punto di riferimento per colleghi e compagni. La città, nel suo insieme, continua a rielaborare il lutto.
Il passato di attivista: dalle proteste al collettivo
Chi ha conosciuto Matteo riconosce in lui l’immagine dell’attivista che ha attraversato momenti cruciali della storia recente della città. La sua militanza nelle Tute Bianche è spesso citata come elemento distintivo: un periodo segnato da mobilitazioni intense e da un clima di forte partecipazione politica. Il termine collettivo descriveva per lui non solo una forma di organizzazione, ma un modo di intendere la condivisione di pratiche e responsabilità. In quel contesto Matteo ha consolidato relazioni che sono durate oltre gli anni delle grandi proteste, trasformandosi in legami operativi e personali che lo hanno accompagnato nella sua attività sociale successiva.
Gli anni del G8 e la memoria collettiva
Il riferimento agli anni del G8 rimane centrale per comprendere parte del percorso di Matteo: era un tempo in cui le strade italiane e internazionali vedevano confronti accesi e sperimentazioni di azione diretta. Per molti compagni quell’esperienza ha significato un approfondimento delle pratiche di mutualismo e di solidarietà, elementi che Matteo ha poi riproposto nelle attività quotidiane. Il ricordo di quegli anni si mescola oggi con il racconto di una vita dedicata al sostegno di progetti sociali e alla tutela dei diritti, tracciando un fil rouge tra militanza politica e servizio alle persone.
Impegno nella cooperazione sociale
Negli anni più recenti Matteo ha lavorato stabilmente come operatore della cooperativa La Comunità, dove è stato ricordato per il suo contributo professionale e umano. La cooperativa sottolinea come la sua presenza abbia avuto un ruolo importante nell’apertura del Centro di Aggregazione Link nel Levante genovese e nelle attività quotidiane dedicate a persone fragili. L’esperienza nel terzo settore ha rappresentato per lui l’occasione di mettere a frutto competenze organizzative e relazionali, traducendo la passione politica in azioni concrete a favore della comunità locale.
Coordinamento e attenzione alle persone
Negli ultimi anni Matteo ricopriva il ruolo di coordinatore del Cse San Giovanni in Bassa Val Bisagno, incarico che ha svolto ponendo grande attenzione ai colleghi e alle persone seguite dal servizio. La nozione di cura comunitaria emerge spesso nei ricordi che i colleghi hanno condiviso: un approccio fatto di ascolto, pratiche progettuali e dedizione al lavoro quotidiano. Per La Comunità la sua perdita lascia un vuoto significativo sia sul piano professionale sia su quello affettivo, con molti che ricordano la sua capacità di coniugare concretezza e visione.
Reazioni, omaggi e modalità di sostegno
Diverse realtà associative hanno espresso cordoglio: tra queste GoodMorning Genova, la cooperativa Il Ce.Sto e Arci Genova, che hanno salutato Matteo come compagno di battaglie e operatore sociale. I messaggi pubblici rimarcano l’eredità delle sue battaglie per una società più giusta e la disponibilità delle organizzazioni a raccogliere ricordi e testimonianze. Per chi volesse contribuire concretamente alle spese del momento è stato reso disponibile il seguente IBAN: IT52Y0538701408000047050764, Bper Banca Genova – Agenzia 8 – Pittaluga Simona. Le comunità che lo hanno frequentato annunciano iniziative per ricordarlo e mantenere vivo il suo impegno.