9 Ottobre 2026 🌧 21°

Autoparco a Genova: la situazione attuale e le prospettive future

A cinque anni dall'accordo tra Mit, istituzioni locali e Aspi, il porto di Genova attende ancora un autoparco adeguato. Scopri le criticità e le proposte per risolvere il problema.

Autoparco a Genova: la situazione attuale e le prospettive future

Il porto di Genova, principale scalo merci italiano, è ancora alla ricerca di una soluzione definitiva per l’autoparco dei tir. A cinque anni dall’accordo tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), le istituzioni locali e Aspi per il risarcimento del crollo di Ponte Morandi, la situazione rimane critica. Servono almeno mille stalli per i tir, che richiedono almeno 100mila metri quadrati di spazio, e il progetto deve essere inserito nel nuovo Piano regolatore portuale.

Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito, ha sottolineato l’urgenza di trovare una soluzione definitiva per accogliere i tir che gravitano attorno al porto. “I soldi ci sono”, ricorda Tagnochetti, riferendosi ai 100 milioni di euro previsti nell’accordo transattivo del 2026 per realizzare il nuovo svincolo autostradale di Pegli, il raddoppio della rampa autostradale tra la strada Guido Rossa e il casello di Genova Aeroporto, e appunto l’autoparco.

Le criticità attuali e le proposte di Trasportounito

Tagnochetti ha denunciato che “lo svincolo non si fa, la rampa di collegamento non si sa”, sollevando dubbi su come siano stati utilizzati i fondi destinati. “Ad oggi si discute una soluzione ancora parziale e non risolutiva del problema”, ha affermato, criticando il progetto rilanciato a luglio dall’Osservatorio Trasporti Genova che prevede un autoparco da 26mila metri quadrati per 360 posti nell’area di ‘Erzelli 2’, attualmente deposito container gestito dal Gruppo Spinelli.

“Può essere un parcheggio utile ma non è la soluzione reale e definitiva per un autoparco degno del primo porto italiano”, ha dichiarato Tagnochetti, proponendo invece di realizzare l’autoparco nelle aree ex Ilva inutilizzate a Cornigliano. “Sono gli unici spazi abbastanza ampi e nella posizione adatta per ospitarlo”, ha spiegato, sottolineando che, anche se la siderurgia deve rimanere a Genova, l’ex Ilva non ha utilizzato tutto il milione di metri quadrati dello stabilimento di Cornigliano.

Le aree ex Ilva come soluzione

Secondo Trasportounito, 500 mila metri quadrati delle aree ex Ilva devono tornare alla città e al porto, e di questi, 100 mila vanno destinati all’autoparco. “Anche se la siderurgia deve rimanere a Genova, è dimostrato che l’ex Ilva non ha utilizzato tutto il milione di metri quadrati dello stabilimento di Cornigliano”, ha affermato Tagnochetti, ribadendo la necessità di una soluzione definitiva per accogliere i tir che gravitano attorno al porto di Genova.

La situazione rimane complessa, con le istituzioni locali chiamate a rispondere alle critiche e a trovare una soluzione che possa garantire parcheggi, servizi, aree di ristoro e almeno un centro revisione per le migliaia di camionisti che ogni giorno orbitano attorno al principale scalo merci italiano.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Genova adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 7 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 9 Ottobre