Negli ultimi giorni il porto di Genova è stato teatro di due nuovi episodi che hanno coinvolto lavoratori portuali, con conseguenze fisiche e conseguente escalation delle preoccupazioni delle organizzazioni sindacali. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno formalizzato la loro protesta con una lettera indirizzata al presidente dell’Adsp Paroli, chiedendo risposte tempestive e concrete.
La dinamica degli incidenti e i luoghi coinvolti
Uno degli episodi si è verificato nell’area del terminal Bettolo, dove un lavoratore ha riportato fratture multiple a un braccio e una ferita alla testa. In un altro episodio, avvenuto in prossimità del varco d’ingresso del terminal PSA-GP, un addetto è rimasto coinvolto in uno scontro con un camion. I luoghi citati nella denuncia coincidono con punti già segnalati in passato dalle stesse organizzazioni, che indicano problemi ricorrenti di accesso e gestione dei flussi veicolari.
Criticità della viabilità e aree a rischio
Secondo le segnalazioni, la viabilità interna e le procedure d’ingresso ai terminal presentano lacune che aumentano il rischio di collisioni e infortuni. La zona del varco è stata richiamata più volte come punto critico: l’interazione tra mezzi pesanti, pedoni e lavoratori addetti alle operazioni di carico e scarico rende necessaria una revisione delle misure di controllo e del presidio di sicurezza.
Richiesta sindacale: accelerare il percorso concordato
Le tre sigle sindacali ricordano che con l’Adsp erano già stati avviati incontri che prevedevano la costituzione di tavoli specifici sulla sicurezza. Nella missiva si ribadisce la necessità di velocizzare il percorso deciso: più audit sui terminal, verifiche sulla gestione dei cantieri e interventi organizzativi per ridurre i rischi derivanti dalle operazioni portuali.
Dal confronto alle azioni concrete
Nel documento inviato al presidente Paroli i sindacati sottolineano come, dopo l’incidente al Terminal San Giorgio, la situazione resti grave e meriti priorità. Per questo motivo chiedono la convocazione immediata di un tavolo operativo con AdSP per tradurre in pratica le misure già concordate e per individuare ulteriori soluzioni, tra cui la riduzione dei punti di conflitto tra mezzi e pedoni e un controllo più stringente dei cantieri interni.
Possibili conseguenze e misura di pressione
Le organizzazioni hanno avvertito che, in assenza di interventi tangibili, intraprenderanno tutte le iniziative necessarie per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Questo messaggio include la possibilità di azioni sindacali pubbliche, mobilitazioni e altre forme di pressione che mirano a ottenere cambiamenti rapidi nell’assetto operativo del porto.
Prevenzione, formazione e responsabilità
All’origine della richiesta c’è la volontà di trasformare le segnalazioni in misure preventive strutturate: revisioni delle procedure di accesso, piani di formazione obbligatoria per chi opera in aree a rischio, e l’istituzione di monitoraggi periodici sullo stato di sicurezza. Le sigle chiedono inoltre maggiore responsabilità nella programmazione dei cantieri e nella gestione dei flussi logistici per evitare sovrapposizioni pericolose.
Un appello all’azione collettiva
L’accorata richiesta dei sindacati non è solo una denuncia di singoli fatti, ma un richiamo a una più ampia riflessione sull’organizzazione del lavoro portuale. La lettera a Paroli sottolinea come il confronto tra istituzioni, concessionari e rappresentanze dei lavoratori sia l’unico strumento per mettere a punto interventi efficaci e duraturi nel tempo.
Resta da vedere come risponderà l’Adsp e se il tavolo invocato sarà convocato senza indugi. Nel frattempo, la comunità portuale osserva con attenzione, consapevole che la prevenzione e la tutela dei lavoratori devono restare al centro delle priorità per garantire la continuità operativa e la sicurezza di tutte le persone coinvolte.