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Boccadasse chiusa alla balneazione: controlli Arpal segnalano contaminazione

Il Comune ha disposto il divieto temporaneo dopo i rilievi di Arpal: le analisi sui parametri microbiologici spiegano i motivi e i prossimi passaggi per la riapertura

Boccadasse chiusa alla balneazione: controlli Arpal segnalano contaminazione

Il 20 maggio 2026 il Comune di Genova ha emanato un divieto temporaneo di balneazione che interessa la nota cala di Boccadasse, estendendosi dal confine est con i Bagni Nuovo Lido fino al civico 47 di via Capo di Santa Chiara. La misura nasce dai controlli dell’Arpal, l’agenzia regionale competente per la qualità delle acque, che ha evidenziato valori anomali nei parametri usati per valutare la presenza di contaminazione fognaria. In questo contesto il provvedimento comunale vuole tutelare la salute pubblica in attesa di nuovi risultati analitici.

Estensione del divieto e autorità coinvolte

Oltre a Boccadasse, l’ordinanza firmata dal vicesindaco Alessandro Terrile su proposta dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu coinvolge cinque ulteriori tratti costieri: via Flecchia, Quinto, via Murcarolo, via Gianelli e la scogliera di via Oberdan. Il provvedimento è di natura temporanea e si basa sulle risultanze dei campionamenti svolti dall’Arpal, che monitora costantemente la qualità del mare. La decisione è cautelativa e mira a evitare esposizioni fino al completamento delle verifiche tecnico-analitiche previste dalla normativa.

Cosa hanno rivelato i monitoraggi

L’Arpal ha segnalato valori fuori soglia per due specifici indicatori microbiologici: Escherichia coli e enterococchi intestinali. Questi parametri sono considerati indicatori di contaminazione fognaria e costituiscono il riferimento fondamentale per stabilire la balneabilità di un tratto di mare. Secondo le procedure vigenti, la conformità di un’acqua è determinata esclusivamente dai risultati di laboratorio relativi a questi due elementi; solo se entrambi risultano al di sotto dei limiti normativi il tratto può essere dichiarato nuovamente balneabile.

Gli indicatori microbiologici

Il Escherichia coli e gli enterococchi intestinali sono usati come marker perché la loro presenza in concentrazioni elevate è sintomo di apporti di acqua reflua o di contaminazioni riconducibili a reti fognarie inefficaci. Questi microrganismi non sempre causano malattie, ma rappresentano un campanello d’allarme per la possibile presenza di agenti patogeni. Per questo motivo le autorità sanitarie e ambientali richiedono interventi cautelativi quando i valori superano le soglie stabilite dalle norme.

Procedura analitica e tempi di verifica

Le analisi che determinano la conformità richiedono un tempo tecnico analitico di circa 24 ore per ottenere risultati affidabili. Durante questa finestra i campioni prelevati vengono processati in laboratorio secondo protocolli standardizzati; solo a seguito dell’esito definitivo si possono valutare le azioni successive, inclusa la revoca del divieto. Il Comune ha quindi optato per il divieto immediato fino al termine delle verifiche, in linea con le indicazioni dell’Arpal.

Impatto locale e misure per la popolazione

La sospensione della balneazione nei punti interessati impatta sia i residenti sia le attività turistiche e balneari del territorio. Le aree coinvolte, compresa la porzione di Boccadasse citata nell’ordinanza, sono frequentate quotidianamente da bagnanti e passeggiatori; il divieto obbliga a limitare l’accesso all’acqua e a rispettare la segnaletica posizionata dagli uffici comunali. L’amministrazione raccomanda prudenza e invita la cittadinanza a consultare gli aggiornamenti ufficiali per conoscere l’evoluzione della situazione.

Prossimi passaggi e raccomandazioni

Per revocare il divieto è necessario che i successivi prelievi diano esiti conformi: entrambe le letture per Escherichia coli e enterococchi intestinali devono risultare sotto i limiti normativi. Nel frattempo l’Arpal continuerà i monitoraggi e il Comune potrà valutare eventuali interventi sulle infrastrutture fognarie se emergessero criticità sistemiche. È consigliato alla popolazione di evitare la balneazione nelle aree indicate e di seguire le comunicazioni ufficiali per la riapertura, tenendo conto che la tutela della salute pubblica resta la priorità.

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