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Domani a Genova, un uomo fermato per minaccia con katana

Il 37enne è stato arrestato a Genova per una lunga serie di violenze domestiche, culminate con una minaccia di katana.

Domani a Genova, un uomo fermato per minaccia con katana

Genova, città di colline e mare, è stata teatro di un caso di maltrattamenti che ha coinvolto una coppia residente a Valbisagno. La vittima, una donna di 34 anni, ha denunciato una serie di comportamenti violenti perpetrati dal compagno, un uomo di 37 anni di origini campane. Le testimonianze raccolte indicano una dinamica di controllo e dominio che si è protratta per diversi anni, culminando in un episodio particolarmente sanguinario nella notte tra sabato e domenica.

Secondo quanto ricostruito dalle autorità, l’ultimo episodio si è verificato nella notte del 10-11 ottobre. Il partner ha brandito una katana che in seguito si è rivelata un’arma ornamentale, e ha strappato una ciocca di capelli della donna. Spaventata, la vittima è riuscita a fuggire dall’appartamento e a chiamare le forze dell’ordine, che l’hanno trovata in stato di forte agitazione e con evidenti segni di violenza.

L’aggressione con la katana e la fuga della vittima

La notte dell’attacco, la donna ha riferito di aver subito non solo la minaccia dell’arma, ma anche un gesto di coercizione fisica: il compagno le ha tirato i capelli, lasciandole una parte ratta. Dopo l’accaduto, la vittima ha lasciato l’abitazione di Quezzi, zona delle alture genovesi, e si è rivolta alle volanti della polizia. Gli agenti l’hanno accompagnata al pronto soccorso, dove i medici le hanno fornito una prognosi di 15 giorni per i trauma psicologico e fisico subiti.

Segnalazione e intervento delle forze dell’ordine

Le autorità hanno immediatamente avviato le procedure di arresto in flagranza. Il 37enne è stato condotto al carcere di Marassi dove rimarrà in attesa dell’udienza di convalida. Il pubblico ministero Walter Cotugno ha assunto la direzione del caso, contestando all’imputato anche l’aggravante prevista per i maltrattamenti commessi come atto di controllo, possesso o dominio in capo alla donna.

Altri episodi di violenza e controllo

La denuncia fornita dalla vittima, corroborata dal supporto della madre, ha messo in luce una serie di abusi precedenti. Il compagno avrebbe installato una telecamera in cucina per monitorare i movimenti della donna, l’avrebbe chiusa sul balcone per ore, anche sotto la pioggia, e in dicembre l’avrebbe costretta a dormire con la finestra aperta, senza coperte né lenzuola. Tali condizioni hanno causato alla donna una polmonite bilaterale. In un altro episodio, l’uomo ha acceso i fornelli, facendo fuoriuscire gas metano nell’appartamento, minacciando di provocare un’esplosione.

Procedimento giudiziario e aggravanti

Il fascicolo del caso riporta che l’uomo è stato formalmente accusato di maltrattamenti aggravati ai sensi dell’articolo 572 del Codice penale. Oltre alla pena base, l’accusa comprende l’aggravante introdotta dalla legge sul femminicidio, che prevede un aumento della pena di un terzo quando i fatti sono compiuti come atti di odio, discriminazione o prevaricazione nei confronti della donna. La procedura è ora in corso di valutazione da parte del giudice, che dovrà decidere se confermare le misure cautelari e la permanenza del suspect in carcere.

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