La sera del 6 luglio 2026 a Sestri Ponente si è svolta una fiaccolata denominata «Il ponente insieme per la sicurezza», promossa dal gruppo Genova Insicura insieme all’Unione dei Comitati Genovesi (Ucg). Alla chiamata hanno risposto circa un migliaio di persone che si sono radunate e hanno sfilato nel quartiere con l’obiettivo dichiarato di richiamare l’attenzione su questioni di ordine pubblico e decoro.
Contemporaneamente, in piazza Baracca si è formato un contro presidio organizzato da Anpi GenovaAvs e altre sigle della galassia progressista: la presenza dei due schieramenti ha creato un clima di forte contrapposizione politica nella serata genovese.
Composizione dei cortei e presenze politiche
La fiaccolata vedeva la partecipazione di rappresentanti e attivisti legati a partiti e movimenti di area centrodestra, con presenze pubbliche di esponenti politici locali e regionali. Tra i nomi richiamati durante l’evento figurano Stefano BalleariMassimo NicolòSimona FerroLilli Lauro e Francesco Maresca. Al contro presidio si sono schierati, tra gli altri, Selena Candia e Gianni Pastorino sostenuti anche da rappresentanti sindacali come Fabio Marante.
Accuse e commenti politici
Nel corso della serata sono arrivate dure valutazioni da parte di alcuni partecipanti al contro presidio: la consigliera regionale Selena Candia ha denunciato la presenza di slogan e comportamenti che, a suo dire, hanno dato alla fiaccolata una connotazione violenta e razzista, con parole che includono “Cori per la remigrazione. Braccia tese. Botte e spintoni ai giornalisti, minacce, insulti.” Candia ha inoltre criticato la partecipazione di politici che, secondo la sua ricostruzione, non conoscono a fondo la realtà del quartiere: “Politici – conclude – che Sestri Ponente nemmeno sanno dov’è posizionata sulla cartina della città”.
Momenti di tensione, aggressioni e intervento delle forze dell’ordine
La serata, iniziata con il corteo alle ore 21 è stata caratterizzata da ripetuti cori e da un crescendo di tensione che ha rischiato di degenerare più volte. La barriera umana di alcuni partecipanti ha in diversi frangenti impedito che si arrivasse a scontri fisici più gravi, ma al momento del ritorno del corteo verso piazza Baracca i due presidi sono tornati a incrociarsi, scatenando nuove tensioni.
Durante il confronto sono stati segnalati episodi di aggressione verbale e fisica ai danni di cronisti e fotografi presenti per documentare gli eventi: urla, spintoni e insulti hanno coinvolto alcuni operatori. L’azione delle forze dell’ordine è poi servita a ristabilire una separazione tra i gruppi e a evitare ulteriori escalation; al momento risultano in corso indagini per identificare i responsabili dei fatti violenti e chiarire la dinamica degli episodi segnalati.
Reazioni di istituzioni e ordini professionali
Alcune voci istituzionali hanno richiamato al rigore nel giudicare le manifestazioni: il presidente del Municipio VI Medio Ponente ha sottolineato che “le manifestazioni sono legittime” ma ha avvertito sul rischio di alimentare divisioni che favoriscono gli estremismi, ribadendo: “Manifestazioni legittime, ma no a sfondo razziale”. L’Ordine dei Giornalisti liguri ha espresso sostegno ai colleghi aggrediti e ha chiesto che i responsabili vengano identificati, sollecitando le istituzioni a prendere posizione: “Istituzioni condannino le aggressioni”.
Le autorità locali e gli organizzatori hanno ora l’obbligo di chiarire le responsabilità e di lavorare per evitare il ripetersi di episodi simili. La serata del 6 luglio 2026 in Sestri Ponente rimane un episodio significativo per la città, sia per la partecipazione popolare che per il confronto acceso tra opposti schieramenti.



