Nella notte tra sabato 20 e domenica 21 giugno, a Quinto, nel levante di Genova, si sono verificati scontri tra giovani che hanno richiesto l’intervento di numerose pattuglie delle forze dell’ordine. L’episodio, avvenuto nei giardini pubblici di via Gianelli, ha visto coinvolti quattro giovani, tre nordafricani e un italiano, due dei quali minorenni. Un minore straniero, ospite di un centro di accoglienza genovese, è rimasto ferito e è stato trasportato in ospedale.
L’intervento delle forze dell’ordine e le accuse di insicurezza
Le forze dell’ordine, tra cui carabinieri, polizia di Stato, polizia locale e guardia di finanza, sono intervenute con circa 15 pattuglie per sedare i disordini. Gli aggressori, armati di spranghe e con il volto coperto da cappucci e caschi, sono tutti fuggiti. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nel quartiere, già teatro di violenze e degrado in passato.
Il presidente del municipio Levante, Federico Bogliolo, ha criticato l’amministrazione comunale per la mancanza di presidio delle forze dell’ordine nelle zone critiche. Il 7 maggio 2026, Bogliolo aveva inviato una nota all’assessore comunale alla Sicurezza, Arianna Viscogliosi, chiedendo un presidio costante nelle zone più critiche del municipio, tra cui Quinto. “Ero consapevole e lo sono ancora oggi che la polizia locale da sola non poteva farcela”, ha dichiarato Bogliolo, sottolineando che “con un presidio delle forze dell’ordine, la ‘guerriglia’ non sarebbe scoppiata”.
Le reazioni politiche
Le parole di Bogliolo hanno suscitato reazioni da parte dei consiglieri regionali del Pd Armando Sanna e Simone D’Angelo, che hanno accusato la destra di alimentare paure e allarmismi. “Forse distratto, o troppo impegnato dai molti incarichi che oggi ricopre, Bogliolo sembra non accorgersi che il Comune è impegnato da mesi con interventi, presìdi, attività di monitoraggio del territorio e iniziative sociali ed educative rivolte ai giovani e alle fasce più fragili”, hanno dichiarato Sanna e D’Angelo.
Anche i capigruppo comunali di centrosinistra che sostengono la giunta Salis hanno replicato, sottolineando che “le aggressioni, le spedizioni punitive e qualsiasi forma di violenza sono inaccettabili e non possono trovare alcuna giustificazione”. Hanno inoltre ribadito l’importanza di affiancare alle attività di controllo e presidio del territorio anche interventi sociali, educativi e di inclusione capaci di prevenire situazioni di marginalità, disagio e devianza.
La risposta dell’assessore alla Sicurezza
L’assessore alla Sicurezza Arianna Viscogliosi ha risposto alle critiche, ricordando che “le criticità che oggi denuncia esistevano già durante il precedente mandato”. Viscogliosi ha criticato l’uso di un linguaggio divisivo che rischia di alimentare tensioni e contrapposizioni tra i cittadini. “Su temi così delicati, gettare benzina sul fuoco significa aumentare il rischio di disordini e mettere una parte della popolazione contro un’altra”, ha dichiarato Viscogliosi.
La capogruppo comunale di Fratelli d’Italia, Alessandra Bianchi, ha invece criticato l’amministrazione per il fallimento delle politiche di sicurezza. “Poco più di una settimana fa l’annuncio, sempre contornato da grande clamore mediatico nel ‘mood’ che tanto piace anche al sindaco Silvia Salis, di maggiore presidio per il litorale e nelle aree della movida giovanile. Quanto accaduto stanotte è l’ennesima conferma del fallimento delle sue politiche”, ha dichiarato Bianchi.
L’ex assessore alla Sicurezza del governo Bucci, Sergio Gambino, ha criticato l’immobilismo dell’attuale giunta, sottolineando che “la maggior parte dei problemi in città provengono da tossicodipendenti senza fissa dimora e minori stranieri non accompagnati”. Gambino ha invitato l’amministrazione a intervenire con maggiore decisione, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.
La situazione a Quinto riflette le tensioni e le preoccupazioni dei cittadini riguardo alla sicurezza e all’ordine pubblico. Le istituzioni sono chiamate a trovare soluzioni efficaci per garantire la convivenza civile e il rispetto delle regole, affrontando le criticità con serietà e senso di responsabilità.


