Tommaso Negri ha deciso di chiudere la propria esperienza da atleta agonista e di intraprendere un nuovo percorso dentro la stessa Pro Recco. Nato e cresciuto nelle giovanili dello Sturla il portiere genovese lascia l’attività in vasca al termine di una carriera lunga e ricca di successi, e accetta l’incarico come Responsabile delle relazioni istituzionali e delle partnership del club biancoceleste.
La scelta del ritiro arriva dopo che Negri ha compiuto 40 anni a maggio: una conclusione naturale per chi ha vissuto la pallanuoto ad alti livelli per più di due decenni. Pur salutando l’acqua e la routine degli allenamenti, rimane il legame con la squadra più vincente al mondo, con la quale manterrà un ruolo operativo fuori dalla vasca.
Carriera, trasferimenti e palmarès
Il percorso di Negri è caratterizzato da più tappe: l’esordio in Serie A1 con la Pro Recco nella stagione 2002/2003, poi quattro stagioni indossando la calottina del Bogliasco e tredici con il Posillipo. Dal 2026 al 2026 è tornato a difendere la porta della squadra ligure, sommando esperienza e vittorie. Il suo palmarès con la società recchelina è di assoluto rilievo: 18 trofei complessivi, suddivisi in 5 Scudetti 5 Coppe Italia 4 Champions League 3 Supercoppe Europee e la Euro Cup conquistata nel 2015 con la formazione napoletana.
Momenti chiave della carriera
Tra gli episodi che Negri conserva con maggiore affetto ci sono la prima apparizione a Punta Sant’Anna, in una partita vinta 18-0 contro il Salerno, e la prima Champions League sollevata nel 2026 insieme a Gabi Hernandez. Indimenticabile anche il quarto di finale contro il Barceloneta nel 2026: entrando in un momento delicato, Negri ha contribuito a una rimonta decisiva che si è poi trasformata in vittoria ai rigori in finale contro il Novi Beograd. I suoi ultimi scampoli di gara, giocati nella finale Scudetto a Sori e nelle sfide decisive a Brescia, rimarranno impressi nella sua memoria come attimi carichi di emozione.
Rapporti umani, guida tecnica e riconoscimenti
Negri parla spesso del valore umano che ha caratterizzato la sua esperienza: nella squadra ha condiviso la porta con atleti di fama internazionale e con compagni che sono diventati punti di riferimento. Tra i nomi citati, due capitani occupano un posto speciale: Leka Ivovic descritto come un condottiero capace di trasmettere l’identità della Pro Recco e Francesco Di Fulvio con cui il rapporto si è costruito su legami umani intensi. Di rilievo è anche il rapporto con l’allenatore Sukno che gli ha sempre dimostrato fiducia e continuità anche nei momenti in cui la forma fisica non era al massimo; secondo Negri, il tecnico gli faceva percepire prima di ogni partita il senso di poter essere ancora titolare.
Il presidente Maurizio Felugo ha sottolineato come Negri non sia stato solo un ottimo portiere ma un vero «uomo Pro Recco», apprezzato per professionalità, disponibilità e spirito di squadra. Felugo ha motivato la nuova nomina spiegando di aver scelto Negri per la sua capacità di rappresentare il club con passione e serietà, auspicando che porti lo stesso impegno nel nuovo ruolo.
Il passaggio al mondo dirigenziale e i ringraziamenti
Il passaggio dalla vasca alla scrivania è un cambiamento significativo: ciò che più mancherà a Negri sarà la quotidianità dello spogliatoio — gli allenamenti, le relazioni quotidiane con i compagni, la goliardia e la tensione pre-partita. Tuttavia, accettando la sfida dirigenziale, intende affrontare il post carriera con entusiasmo e continuità, mettendo a disposizione la propria conoscenza del mondo della pallanuoto per rafforzare le relazioni istituzionali del club e sviluppare le partnership commerciali.
Negri ha espresso ringraziamenti profondi: al presidente Felugo per la fiducia, alle famiglie proprietarie del club, Behring e Hammarskjold per il supporto e la possibilità di rimanere all’interno della società, e naturalmente ai compagni e ai tifosi. Un ringraziamento speciale è andato anche alla famiglia personale: alla madre, al padre che non c’è più, alla compagna Martina e al figlio Riccardo e alla recente nascita di Romeo che rende questo momento ancora più carico di emozione.
Nel rivolgersi ai giovani, Negri ribadisce un principio che ha guidato la sua carriera: la passione è essenziale, ma è la perseveranza che trasforma il talento in risultati concreti. Consiglia di proteggere il percorso sportivo da distrazioni esterne, di allenarsi con costanza e di non arrendersi di fronte alle difficoltà, perché è nei momenti complicati che si costruiscono le basi per una carriera di alto livello.



