Spiagge affollate, caldo intenso, mare invitante: la cornice perfetta può cambiare in pochi secondi se un bagnante accusa un malore o un imprevisto in acqua. In Liguria la rete dei soccorsi è capillare, ma la differenza la fanno i primi minuti e la capacità di chi è vicino di mettere in pratica poche, semplici procedure. Questo vademecum sintetizza cosa fare per caldocrampipunture e annegamento come attivare i soccorsi e come usare in sicurezza i presidi degli stabilimenti.
Dal contatto con il 112 alla chiamata al 1530 della Guardia Costiera, dagli ombrelloni alla torretta dei bagnini: ogni secondo conta. Sapere chi avvisare, come posizionare la persona e quali strumenti utilizzare riduce i rischi e velocizza l’intervento dei professionisti. Le indicazioni che seguono sono pensate per bagnanti e famiglie sulle spiagge liguri, tra lidi attrezzati e tratti di costa libera.
Attivare i soccorsi: 112 e 1530, cosa dire e chi coinvolgere
Se si assiste a un’emergenza, il primo passaggio è chiamare il 112 (Numero Unico di Emergenza) o, per problemi in acqua e nel perimetro di balneazione, il 1530 della Guardia Costiera. Descrivere in modo chiaro: località e spiaggia, punto esatto (torretta, numero dell’ombrellone, accesso pedonale), natura dell’evento (malore, trauma, difficoltà respiratoria, persona che annaspa), stato della vittima e presidi disponibili (DAE bombola d’ossigeno, kit di primo soccorso). Tenere la linea fino a quando l’operatore non chiude la chiamata.
Negli stabilimenti, allertare subito l’assistente bagnanti in torretta. Sulla spiaggia libera individuare il punto di accesso più vicino per i soccorsi e inviare una persona ad attendere l’ambulanza o la pattuglia della Guardia Costiera. Se presente, predisporre il salvagente anulare o il rescue tube e liberare l’area. Non spostare la persona salvo pericoli immediati (onde, barche in avvicinamento, rischio di crollo di scogli).
Caldo, colpi di calore e disidratazione: i primi minuti
Segnali da riconoscere: cefaleanausea crampi, pelle calda e arrossata, confusione, polso rapido. Portare la persona all’ombra, sdraiarla con gambe sollevate se non ha vomito o dolore toracico, allentare gli indumenti e iniziare il raffreddamento con panni bagnati su fronte, collo, ascelle e inguine. Offrire piccoli sorsi d’acqua o soluzione reidratante solo se è vigile e senza nausea. Evitare alcol e bevande ghiacciate. Se compare sonnolenza marcata, disorientamento, conati ripetuti o febbre elevata, chiamare subito il 112.
Negli stabilimenti, utilizzare i presidi disponibili: ventilatore portatile, ghiaccio in busta avvolto in un panno, misurazione della pressione se presente. Tenere la persona in posizione laterale di sicurezza in caso di nausea o rischio di vomito. Monitorare respiro e livello di coscienza fino all’arrivo dei sanitari. Al mare, il caldo amplificato da vento e riverbero può peggiorare rapidamente: evitare esposizioni prolungate nelle ore centrali e idratarsi regolarmente.
Crampi in acqua e a riva: come intervenire in sicurezza
Il crampo in acqua va gestito prima di tutto in sicurezza: invitare la persona a galleggiare supina, respirare lentamente e chiamare aiuto. Se si è in grado, avvicinarsi con un galleggiante (rescue tube, tavoletta, materassino) evitando il contatto diretto con chi è in panico. Una volta a riva, favorire l’allungamento dolce del muscolo: per il polpaccio, estensione della caviglia e massaggio leggero; per la coscia, flessione controllata del ginocchio. Integrare liquidi e sali con piccoli sorsi.
Se il crampo si accompagna a dolore intenso, gonfiore anomalo o incapacità a caricare il peso, evitare manovre forzate e applicare ghiaccio protetto da un panno per 15-20 minuti. Allertare il 112 se compaiono sintomi sistemici (capogiri, palpitazioni, respiro affannoso). Nei lidi attrezzati chiedere supporto all’assistente bagnanti; spesso sono disponibili spray freddi o bendaggi elastici nel kit.
Punture in spiaggia: meduse, tracine e imenotteri
Meduse: sciacquare con acqua di mare (non dolce), rimuovere eventuali residui urticanti raschiando delicatamente con una tessera rigida, applicare impacchi freddi per il dolore. Evitare ammoniaca, alcol, sabbia o sfregamenti. Tracina (pesce ragno): dolore acuto, gonfiore localizzato; immergere la parte in acqua calda non ustionante per 30-90 minuti per inattivare la tossina, poi disinfettare. In caso di puntura con pungiglione (api/vespe), estrarlo con pinzetta o con la tecnica della tessera senza schiacciare il sacco velenifero, quindi disinfettare.
Allertare il 112 se compaiono segni di reazione allergica sistemica: orticaria diffusa, gonfiore del volto o della gola, difficoltà respiratoria, capogiro. Se lo stabilimento dispone di ghiaccio istantaneo pinzette e disinfettanti, usarli seguendo le indicazioni del personale. Sulle spiagge libere portare con sé un piccolo kit: soluzione fisiologica, disinfettante cutaneo, garze sterili, pinzette e un antistaminico se prescritto dal proprio medico.
Annegamento e quasi annegamento: catena del soccorso e RCP
Chi vede una persona in difficoltà in acqua deve chiamare subito il 1530 e l’assistente bagnanti. Non entrare in mare senza ausili se non si è addestrati: utilizzare un mezzo di galleggiamento e mantenere distanza di sicurezza. Una volta a riva, verificare coscienza e respiro. Se non respira normalmente, avviare la RCP (rianimazione cardiopolmonare) e chiedere un DAE se presente. Alternare 30 compressioni toraciche a 2 ventilazioni, se si è formati; in caso contrario eseguire solo compressioni fino all’arrivo dei soccorsi.
Se la persona respira ma è incosciente, posizionarla in laterale di sicurezza coprirla per evitare ipotermia e monitorarla. Non tentare di “svuotare” i polmoni sollevando o comprimendo l’addome. Seguire le istruzioni del 112 in vivavoce e lasciare libero l’accesso ai mezzi di soccorso. Gli stabilimenti possono disporre di tavola spinale, ossigeno e DAE: usarli solo se formati o sotto guida telefonica dei sanitari.
Usare i presidi degli stabilimenti in modo corretto
Negli stabilimenti balneari liguri sono spesso disponibili cassette di primo soccorsoDAE salvagenti anulari e rescue tube. Chiedere subito l’intervento dell’assistente bagnanti, che conosce la posizione dei presidi e le procedure interne. Con il DAE: accendere, seguire le istruzioni vocali, applicare le piastre su torace asciutto, allontanare i presenti durante l’analisi. Con il kit: usare guanti monouso, garze sterili, disinfettanti e buste di ghiaccio come indicato. Registrare orari e sintomi per riferirli ai sanitari.
Evitare improvvisazioni: niente farmaci a terzi senza indicazione medica, niente manovre invasive, niente spostamenti non necessari. Ripristinare ordine e percorsi di accesso, proteggere la privacy della persona coinvolta e assegnare a un testimone il compito di accogliere l’ambulanza. In spiaggia libera, concordare un punto di riferimento visibile (passerella, chiosco, numero civico più vicino) da comunicare ai soccorsi.
Prevenzione nelle ore più calde: abitudini che salvano la giornata
Tra le 11 e le 17 il rischio di colpo di calore e disidratazione aumenta. Pianificare bagni e attività fisica al mattino presto o nel tardo pomeriggio, alternare sole e ombra, indossare cappello a tesa e occhiali, applicare regolarmente protezione solare ad ampio spettro. Bere a intervalli regolari anche senza sete, preferendo acqua e soluzioni reidratanti leggere; limitare alcol e bevande molto zuccherate. Pasti leggeri e frequenti aiutano a prevenire crampi e cali di pressione.
Bambini, anziani e persone con patologie croniche richiedono attenzione extra: mai lasciarli soli sotto il sole, offrire acqua spesso e prevedere pause in aree fresche. In acqua, rispettare le bandiere esposte, evitare tuffi da scogli in zone non sorvegliate e allontanarsi con cautela con materassini e SUP, specialmente con vento di terra. Tenere un piccolo kit personale e salvaguardare la batteria del telefono: un minuto in meno per cercare un caricatore può valere un minuto in più per i soccorsi.



