In un piccolo comune montano della Liguria, Triora, noto come il Paese delle Streghe il sindaco Massimo Di Fazio ha scelto di rinunciare alla propria indennità di funzione fin dal suo insediamento, otto anni fa. Una decisione che ha suscitato l’attenzione di molti, ma che recentemente ha incontrato un ostacolo: la Corte dei Conti della Liguria.
La rinuncia all’indennità e il parere della Corte dei Conti
Triora, con i suoi 400 abitanti e una superficie di 67,61 chilometri quadrati si trova ai confini con il Piemonte e la Francia raggiungendo quote superiori ai 2.200 metri. Il sindaco Di Fazio, in carica da otto anni, ha sempre scelto di rinunciare all’indennità di funzione, che all’epoca ammontava a circa 1.700 euro al mese.
Il Comune di Triora ha chiesto alla Corte dei Conti se fosse possibile utilizzare anche il contributo statale previsto per l’incremento delle indennità, lasciandolo nelle casse dell’ente. Tuttavia, il parere è stato negativo. La Corte ha chiarito che dal 1° gennaio 2026 è venuta meno la disciplina transitoria che permetteva ai Comuni di beneficiare delle risorse statali anche in caso di rinuncia all’indennità da parte del sindaco.
Le parole del sindaco Di Fazio
Massimo Di Fazio ha commentato la decisione con amarezza: “Noi facciamo un mare di sacrifici lavori di volontariato, ci mettiamo gli scarponi, picche, pale, escavatori e camion, tutto a spese nostre. Arriva un contributo che voglio lasciare nelle casse del Comune, in modo che possa essere utilizzato per la mia comunità, e ne vengo privato. Non mi sembra corretto.”
Il sindaco ha sempre visto la sua rinuncia come un atto d’amore verso la comunità, un gesto che riflette il suo impegno e la sua dedizione. Tuttavia, la decisione della Corte dei Conti ha posto un limite a questa possibilità, stabilendo che il contributo è riconosciuto solo ai Comuni che corrispondono l’indennità nella misura massima prevista dalla normativa.
L’indennità dei sindaci e le nuove disposizioni
Dal 2026 l’indennità dei sindaci è stata aumentata, includendo una quota aggiuntiva di circa 500 euro. Tuttavia, questa quota non rientra nella rinuncia firmata da Di Fazio nel . Il sindaco aveva chiesto alla Corte dei Conti se potesse ricevere questa quota aggiuntiva per poi versarla al Comune, ma il parere è stato negativo.
La decisione della Corte dei Conti ha suscitato dibattiti e riflessioni sulla gestione delle risorse pubbliche e sull’impegno dei sindaci nei piccoli comuni. Triora, con la sua storia e le sue tradizioni, rimane un esempio di comunità che cerca di affrontare le sfide con determinazione e sacrificio.



