Nel pomeriggio di ottobre, dopo i violenti scontri verificatisi il 17 e il 18, le forze dell'ordine hanno attivato una serie di perquisizioni domiciliari e personali in diciotto città italiane. L'intervento è stato eseguito su delega dell' autorità giudiziaria e su iniziativa del Ministero dell'Interno, coinvolgendo circa cento individui, di cui cinquantunoe minorenni. L'operazione mirava a far luce su un presunto coordinamento nazionale dietro gli episodi di violenza.
Le perquisizioni diffuse in diciotto comuni
Le unità della Digos hanno agito a Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese e Verona. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato che le indagini stanno “squarciando il velo” su un fenomeno che potrebbe nascondere una o più reti di dimensione nazionale. Secondo le autorità, c'era “un chiaro coordinamento” tra i protagonisti, anche se non è ancora chiaro se gli ordini siano partiti dal basso o da figure più elevate.
Operazioni a Bergamo: tra misure preventive e provvedimenti amministrativi
A Bergamo, la più ampia singola indagine ha identificato 350 giovani, per lo più minorenni, nell'ambito della Maxi operazione post-scontri. Sono state notifiche a dodici soggetti di misure di prevenzione personale, tra cui due maggiorenni stranieri e dieci minorenni (due italiani, otto stranieri). Le forze dell'ordine hanno ispezionato stazioni ferroviarie e scuole del capoluogo e dei comuni limitrofi, in collaborazione con le procure competenti. Un sequestro è stato effettuato anche su una chat WhatsApp creata per una manifestazione studentesca a Dalmine, dove è stato pubblicato un testo ritenuto incitante.
Parallelamente, tre violazioni sono state contestate per la mancata comunicazione preventiva di una manifestazione da parte di gruppi filopalestinesi e antagonisti, coinvolgendo un minorenne. Sono state avviate verifiche sui titoli di soggiorno di alcuni estranei: a un cittadino senegalese è stato intrapreso un procedimento di revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo per presunto coinvolgimento nei disordini di Milano. Inoltre, la Squadra Mobile ha denunciato un quindicenne bergamasco per il possesso di un bastone estensibile in metallo leggero, affidandolo però alla famiglia dopo le indagini.
Genova: il blitz su un ventinovenne prima della manifestazione del 24 ottobre
Nel contesto della manifestazione indetta dal Movimento 17 ottobre a Genova, la Digos ha effettuato questa mattina una perquisizione domiciliare su un ventinovenne residente nella città ligure. Il giovane, senza precedenti penali né affiliazioni politiche, avrebbe inviato messaggi incitatori in una chat del movimento, invitando partecipanti a compiere azioni violente contro le forze dell'ordine e a perpetrarne i danni. Per questo è stato imputato di istigazione a delinquere. Durante l'intervento sono stati sequestrati il computer e lo smartphone, sui quali le autorità hanno rinvenuto il contenuto delle conversazioni.
Le indagini, condotte con il supporto della Polizia postale, puntano a identificare gli organizzatori delle proteste programmate per sabato 24 ottobre in piazza De Ferrari. Sebbene il caso del ventinovenne non rientri nella lista dei centinaia di perquisiti legati ai scontri di Milano, il provvedimento evidenzia l'elevata attenzione delle forze dell'ordine verso ogni possibile fonte di incitamento, anche in ambito digitale.
L'operazione Digos si presenta come una risposta coordinata e capillare agli eventi di violenza di metà ottobre. Le autorità hanno puntato a smantellare presunte reti di ordine nazionale, a prevenire ulteriori episodi e a tracciare i responsabili, anche attraverso l'analisi di messaggi online. Restano aperte le indagini, e il giudizio finale spetterà ai magistrati che valuteranno le responsabilità e le eventuali misure giudiziarie da adottare.



