Nel pomeriggio di sabato 24 ottobre 2026, i cittadini italiani si troveranno davanti a un piccolo ma significativo cambiamento: a partire dalle 03:00 della notte, le lancette retrocederanno di sessanta minuti, tornando a segnare le 02:00. Questo evento segna la fine del periodo di ora legale iniziato lo scorso 29 marzo e l’inizio dell’ora solare che resterà in vigore fino al 28 marzo 2027.
Quando avviene il ritorno all’ora solare 2026
Il passaggio avverrà in maniera automatica su tutti i dispositivi connessi a internet – smartphone, tablet, computer – a condizione che sia attiva l’opzione di aggiornamento automatico dell’orario. Orologi analogici, sveglie tradizionali e alcuni elettrodomestici dovranno invece essere regolati manualmente, spostando le lancette indietro di un’ora. La notte di transizione avrà una durata di 25 ore, consentendo a chi si alza alle 07:00 di godere teoricamente di un’ora aggiuntiva di riposo.
Conseguenze sulla luce e sul sonno
Il risultato più immediato è lo spostamento delle ore di luce: il sole sorgerà circa un’ora prima rispetto al periodo di ora legale, mentre tramonterà con lo stesso anticipo. Le mattine saranno più luminose, facilitando le attività mattutine, ma il crepuscolo arriverà prima, facendo scattare il buio nel tardo pomeriggio, soprattutto per chi rientra dal lavoro o dallo studio.
Effetti sul ritmo circadiano
Il beneficio apparente di un’ora extra di sonno può essere mitigato dal fatto che il nostro orologio biologico è calibrato sulla sequenza luce-oscurità. Il rinvio di un’intera ora può generare una breve fase di jet lag sociale, con sintomi quali sonnolenza diurna, irritabilità e difficoltà ad addormentarsi. Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno di San Raffaele, paragona il fenomeno a un mini-jet lag, suggerendo che la maggior parte delle persone si riadatta entro cinque giorni.
Motivazioni storiche e dibattito sull’abolizione
L’ora legale fu reintrodotta in Italia nel 1966 per contenere i consumi energetici, sfruttando al massimo la luce naturale durante le ore serali. Dal 1996 la data di inizio e fine è stata uniformata a livello europeo, fissata all’ultima domenica di marzo e di ottobre. Tuttavia, le recenti analisi di Terna mostrano che il risparmio energetico legato all’ora legale è ormai trascurabile, pari a meno dello 0,1 % del consumo nazionale.
Studi sulla salute e proposte legislative
Una revisione di 157 studi pubblicata a febbraio 2026 evidenzia un aumento del 4 % del rischio di infarto e di incidenti stradali mortali nei giorni successivi al passaggio all’ora legale di marzo, quando si perde un’ora di sonno. Il Parlamento europeo ha quindi votato, nel 2019, per eliminare il doppio cambio, ma l’accordo tra gli Stati membri è rimasto inconcludente. In Italia, la Camera ha recentemente avviato una discussione sull’adozione permanente dell’ora legale o solare, ma non è ancora emersa una maggioranza decisiva.



