Nel cuore del centro storico di Genova, la scuola primaria Daneo è diventata il teatro di un episodio che ha riacceso il dibattito nazionale sul decreto Valditara. I bambini, insieme a genitori e insegnanti, avevano preparato un cartellone multilingue recante la frase “Qui nessuno è straniero”, un chiaro segnale di inclusione in risposta alle nuove restrizioni sugli studenti stranieri.
Questa mattina, due uomini in abiti civili, con pistole nella fondina, si sono arrampicati sul cancello della scuola e hanno strappato con decisione parte del manifesto. La manovra è avvenuta davanti ai piccoli che stavano per entrare in classe, provocando una forte agitazione e il pianto di alcuni fratellini. La madre di due alunni ha raccontato che gli intervenuti si sono spacciati per “poliziotti della Questura”, ma non hanno fornito alcuna spiegazione prima di compiere l’azione.
Reazione di genitori, insegnanti e dell’amministrazione
Genitori e docenti, scioccati dal gesto, hanno chiesto immediatamente chiarimenti. La madre, citata nella testimonianza, ha definito l’intervento un vero bullismo sottolineando la difficoltà di spiegare ai bambini perché il loro lavoro, tradotto in diverse lingue, sia stato distrutto. L’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone e la sindaca Silvia Salis si sono recate sul posto, incontrando alunni e famiglie per raccogliere le loro osservazioni.
Risposta della Questura e ipotesi sul mandato
In un comunicato, la Questura ha precisato che il provvedimento è stato effettuato “d’iniziativa” da personale di controllo del territorio in abiti civili, a seguito di una segnalazione dalla polizia locale. Sono stati avviati “immediati approfondimenti interni” per verificare le ragioni dell’intervento. Alcuni genitori ipotizzano che la segnalazione possa essere partita da un esponente politico dell’opposizione, dato il vicino Palazzo Tursi e il clima di tensione legato al nuovo provvedimento.
Presidio di protesta e coinvolgimento della società civile
Il giorno successivo, nella piazza della Meridiana, è stato organizzato un presidio di centinaia di persone. L’avvocata e presidente dell’Associazione dei genitori, Francesca Pastore, ha ricordato che la frase “qui nessuno è straniero” è un’affermazione costituzionale: nessuna persona è straniera in Italia. Al corteo hanno partecipato associazioni, ordini professionali, partiti progressisti e l’Ordine degli psicologi della Liguria, che ha sottolineato gli effetti negativi di interventi violenti sull’infanzia.
Il dibattito sul decreto Valditara e la voce dei bambini
Gli alunni della Daneo hanno chiesto di scrivere al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica, sostenendo che la scuola debba rimanere aperta a tutti. La sindaca Salis ha ribadito che i bambini rappresentano “ciò che la politica non riesce a dire”, evidenziando la ricchezza delle diversità presenti nella società. Il contesto nazionale, segnato da critiche al nuovo decreto che prevede un “tetto” per gli studenti stranieri, rende l’evento di Genova un microcosmo della più ampia discussione sulla discriminazione e sull’ inclusione nelle scuole italiane.



