Il 14 agosto 2018 ha segnato una data indelebile nella storia di Genova. Il crollo del ponte Morandi, con le sue 43 vittime, ha lasciato una ferita profonda che la città continua a curare attraverso la memoria, la giustizia e la ricostruzione. Oggi, a distanza di anni, Genova non solo ricorda, ma agisce per onorare le vittime e garantire un futuro migliore.
La sindaca Silvia Salis ha inaugurato una mostra fotografica a Palazzo Tursi, raccogliendo un centinaio di immagini scattate da trenta fotoreporter genovesi. Queste fotografie, che raccontano la tragedia e le sue conseguenze, saranno poi trasferite nelle sale del Memoriale, un luogo dedicato alla memoria delle vittime. La mostra è un tributo al lavoro corale dei giornalisti, che hanno documentato con indipendenza e coraggio gli eventi.
La memoria attraverso le immagini
La mostra fotografica, realizzata in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti e l’Associazione ligure dei giornalisti, rappresenta un lavoro prezioso contro l’oblio e l’indifferenza. Le immagini esposte nel loggiato di Palazzo Tursi raccontano non solo la tragedia, ma anche la resilienza e la solidarietà della comunità genovese. La sindaca Salis ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria, affermando che la memoria ha bisogno di voci ostinate che non si stanchino di raccontare.
Durante l’inaugurazione, Salis ha rivolto un pensiero ai familiari delle vittime, ringraziandoli per il loro spirito collaborativo e la volontà di tenere viva la memoria. Ha anche ricordato il 16 luglio scorso, quando è stata emessa la sentenza di primo grado del processo per il crollo del ponte. La pubblica amministrazione, ha dichiarato, deve continuare a chiedere giustizia e verità, anche se la giustizia non può restituire l’abbraccio delle persone che ci mancano.
La giustizia e le opere compensative
Il processo per il crollo del ponte Morandi ha visto la condanna di 32 imputati, tra cui l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni di reclusione. La sentenza, che ha individuato responsabilità precise, è stata accolta con soddisfazione dal Comitato ricordo vittime ponte Morandi, che ha sottolineato l’importanza dell’aggravante dell’omicidio stradale.
Oltre alla giustizia, Genova sta lavorando per risarcire la città attraverso opere compensative. Un accordo siglato con Autostrade per l’Italia prevede un investimento di oltre 1,68 miliardi di euro per varie opere, tra cui la costruzione del viadotto San Giorgio, progetti di mobilità e due tunnel: quello subportuale di Genova e quello della Val Fontanabuona. Tuttavia, sono ancora da realizzare lavori per 1,13 miliardi di euro, nonostante le risorse siano già disponibili.
I progetti in corso
Il tunnel subportuale di Genova, con un budget aumentato a 1,1 miliardi di euro, vede il lotto A già in corso di realizzazione, mentre il lotto B, del valore di 803 milioni, è stato assegnato a Webuild. Per il tunnel della Val Fontanabuona, la Conferenza dei servizi si è conclusa in aprile, e il progetto definitivo è atteso per dicembre. I lavori potrebbero iniziare a gennaio, contribuendo ulteriormente al ristoro della città.
La tragedia del ponte Morandi ha colpito non solo le famiglie delle vittime, ma tutta la comunità genovese. Le iniziative in corso, dalla mostra fotografica alle opere compensative, rappresentano un impegno continuo per mantenere viva la memoria e garantire un futuro migliore per Genova. La città, con il supporto delle istituzioni e della comunità, continua a cercare giustizia e verità, onorando le vittime e lavorando per una ricostruzione duratura.



