20 Settembre 2026 ☀ 25°

Pontedecimo e San Quirico al centro: la quarta passeggiata urbanistica

Passeggiata urbanistica a Pontedecimo e San Quirico: residenti tracciano i confini dei centri storici per una città più vicina

Pontedecimo e San Quirico al centro: la quarta passeggiata urbanistica

Il Comune di Genova, attraverso l’Assessorato all’Urbanistica, ha inaugurato la quarta “passeggiata urbanistica” del 2026, concentrandosi sui quartieri storici di Pontedecimo e San Quirico, situati nella Valpolcevera. L’iniziativa, che si colloca nel più ampio programma di realizzazione della “Città dei 15 minuti” mira a rendere i servizi quotidiani più prossimi ai cittadini, riducendo la dipendenza da spostamenti lunghi e favorendo la coesione territoriale. Partecipanti, cittadini, associazioni locali e tecnici comunali hanno percorso le strade dei due nuclei, condividendo ricordi, osservazioni e suggerimenti utili per la profilazione dei nuovi perimetri urbanistici.

Le passeggiate rappresentano uno strumento di ascolto diretto che va oltre la semplice analisi cartografica: permettono di cogliere le dinamiche sociali, le tradizioni architettoniche e le esigenze di mobilità dei residenti, contribuendo a una pianificazione più sensibile e partecipata. Il risultato atteso è un Piano Urbanistico Comunale (PUC) capace di tradurre il vissuto collettivo in decisioni concrete, affinando la definizione dei centri storici e valorizzando gli spazi pubblici più significativi.

Il contesto della “Città dei 15 minuti” a Genova

La strategia della “Città dei 15 minuti” è stata adottata dalla Giunta comunale per rispondere alle sfide di una metropoli policentrica come Genova, dove i 19 comuni suburbani aggregati un secolo fa mantengono identità ben distinte. Le linee di indirizzo, approvate nel quadro del nuovo PUC, puntano a riconoscere formalmente questi nuclei come decentri urbani dotati di servizi di prossimità, spazi verdi e collegamenti pedonali e ciclabili. In tal modo, la pianificazione diventa un “strumento vivo” al servizio delle comunità, anziché un esercizio tecnico distaccato. La passeggiata di Pontedecimo e San Quirico è stata

Percorsi a Pontedecimo e San Quirico

Scoprire Pontedecimo

Il cammino a Pontedecimo ha iniziato da via Beata Chiara, attraversando il borgo storico e giungendo fino a piazza Pontedecimo, epicentro delle attività commerciali. Proseguendo per via Ricreatorio, i partecipanti hanno raggiunto la piazza Arimondi, dove è stato mostrato il modellino in scala del quartiere, realizzato dal Convento dei Cappuccini in via San Bonaventura. Durante la visita, l’assessora Francesca Coppola ha sottolineato l’importanza di definire i confini sulla base delle memorie dei residenti, evidenziando come la preservazione delle strutture architettoniche possa convivere con interventi di rigenerazione urbana mirati a migliorare l’accessibilità e a eliminare le barriere architettoniche.

Scoprire San Quirico

Il percorso di San Quirico ha toccato via Lungo Polcevera, via Gallesi e la piccola piazzetta Cattaneo, prima di proseguire per via San Quirico e via Inferiore Budulli. Qui, i cittadini hanno condiviso aneddoti legati ai luoghi di aggregazione e hanno evidenziato la necessità di potenziare gli spazi verdi e le aree di socialità. L’assessore del Municipio V, Walter Sanfilippo, ha ribadito che il quartiere possiede una forte identità storica e sociale, e che le passeggiate servono a tradurre tale identità in strumenti di pianificazione capaci di migliorare la qualità della vita, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Obiettivi futuri e prossime tappe

Il risultato delle due giornate sarà inserito nel documento di indirizzo del PUC, contribuendo a una normativa più specifica per i 19 nuclei storici. Il Comune prevede, inoltre, altre passeggiate nei mesi successivi: il prossimo appuntamento è fissato per il 26 settembre a Sestri Ponente e Borzoli, con l’obiettivo di continuare a raccogliere proposte per la rigenerazione di aree dismesse e la creazione di nuovi servizi di prossimità. L’intera iniziativa vuole dimostrare che la pianificazione urbana può diventare un processo partecipativo e inclusivo capace di trasformare le memorie collettive in decisioni concrete, preservando il patrimonio storico e rendendo i quartieri più vivibili per tutti i cittadini.

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