Il porto di Genova ha superato brillantemente la prova del primo grande esodo estivo, movimentando circa 120.000 passeggeri tra crociere e traghetti. Questo risultato è stato possibile grazie a una pianificazione meticolosa e alla collaborazione tra vari enti istituzionali e operativi.
La gestione dei flussi passeggeri è stata coordinata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale che ha riunito tutti i soggetti coinvolti per affrontare uno dei fine settimana più impegnativi dell’anno.
Collaborazione tra enti per una gestione efficiente
La sinergia tra PrefetturaQuesturaPolizia di FrontieraCapitaneria di PortoGuardia di FinanzaAgenzia delle Dogane e dei MonopoliComune di GenovaAutostrade per l’ItaliaStazioni Marittime compagnie di navigazione e l’Autorità di Sistema Portuale ha permesso di gestire il traffico in modo coordinato.
Un ruolo cruciale è stato svolto dal costante monitoraggio dei flussi e dall’adattamento tempestivo del dispositivo operativo alle esigenze emergenti. Stazioni Marittime ha contribuito significativamente con l’applicazione dedicata all’individuazione del piazzale di imbarco e un nuovo sistema di wayfinding attraverso ledwall, che ha favorito una distribuzione più ordinata dei flussi veicolari.
Il picco massimo di afflusso previsto per domani
Domani, il porto di Genova si prepara ad accogliere 35.000 passeggeri, il picco massimo di afflusso per l’estate. Secondo Stazioni Marittime sono previsti 10 traghetti diretti in Sicilia, Sardegna e Corsica, oltre a quelli per la Tunisia e il Marocco, e due navi da crociera di grandi dimensioni.
Per facilitare la gestione del traffico, è stata sottoscritta una convenzione tra l’Autorità portuale e la polizia locale, che garantisce un presidio specifico nell’area del porto passeggeri. Inoltre, è stata potenziata la segnaletica a servizio dell’utenza, mentre le compagnie si sono impegnate a migliorare le informazioni fornite ai viaggiatori prima dell’arrivo a Genova.
La nuova diga foranea: costi e tempi incerti
Mentre il porto di Genova dimostra efficienza nella gestione dei flussi passeggeri, la costruzione della nuova diga foranea continua a suscitare dibattiti. La diga, lunga oltre un chilometro e con un costo di quasi 1,6 miliardi di euro, è uno dei progetti più costosi legati al Pnrr.
Il subcommissario dell’opera, Carlo De Simone, indica l’estate del 2027 come termine ultimo per la Fase A e la prima metà del 2028 per la Fase B. Tuttavia, in porto si ritiene difficile la piena operatività dell’infrastruttura prima dell’inizio del 2029.
Il percorso della nuova diga è stato costellato da ricorsi, contenziosi e inchieste giudiziarie. Tra le contestazioni più rilevanti ci sono quelle dell’Autorità Anticorruzione e le indagini della Procura europea sull’appalto, oltre ai ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato sull’assegnazione dei lavori.
La sicurezza della struttura è un altro punto critico. Il collaudo finale dirà se la struttura è valida, ma la rottura di tutti i piezometri sistemati in profondità ha sollevato alcune preoccupazioni. Le opposizioni hanno chiesto la pubblicazione integrale di tutte le relazioni sui campi prova e una verifica tecnica indipendente sugli esiti dei test.
La politica ha giocato un ruolo significativo nel cammino dell’opera. La cerimonia dei via ai cantieri nel maggio del 2026 è stata celebrata come un successo del Modello Genova ma l’inchiesta per corruzione sul Totigate ha costretto a una cerimonia dai toni bassi. A livello regionale, lo scontro tra destra e sinistra continua, con tensioni che potrebbero emergere durante la seduta monotematica del Consiglio regionale ligure dedicata all’opera.



