Le attività per la realizzazione della diga foranea del porto di Genova procedono con ritmi sostenuti: il consorzio guidato da Webuild ha comunicato la posa del ventiduesimo cassone, avvenuta a pochi giorni dall’affondamento del ventunesimo elemento. Questo passaggio conferma la coesione tra produzione a terra, logistica navale e operazioni in mare, e rafforza il quadro di avanzamento fisico dell’opera voluta dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. In questa fase il cantiere lavora sette giorni su sette, con un programma che prevede oltre cento cassoni in cemento armato disposti uno accanto all’altro sul basamento sommerso.
Un passo operativo: cosa significa la posa del 22° cassone
La collocazione del 22° cassone non è solo un evento isolato ma l’esito di una sequenza industriale. Il termine posare indica il collocamento alla quota progettuale, mentre affondare descrive la manovra controllata che porta il manufatto sul fondo attraverso il riempimento delle celle con acqua e materiale lapideo. Il nuovo elemento si inserisce in una filiera che comprende la prefabbricazione, il trasferimento marittimo e la posa controllata, garantendo che le tolleranze geometriche e le prestazioni del calcestruzzo siano rispettate nel ciclo operativo.
La ripetibilità come valore
La capacità di ripetere il ciclo produttivo su manufatti di grande scala è cruciale. Ogni cassone cellulare è progettato per galleggiare, scendere e diventare parte della barriera solo dopo il completamento del riempimento. Questa modularità riduce l’incertezza operativa: produrre, trasportare e affondare elementi simili con procedure consolidate significa trasformare operazioni complesse in un processo industriale governabile.
Gli aspetti tecnici principali del cantiere
Tra i dettagli tecnici di rilievo emerge la taglia degli elementi: i cassoni della linea più grande misurano fino a 67 metri di lunghezza, 30 metri di larghezza e quasi 34 metri di altezza. La produzione avviene in un sito dedicato a Vado Ligure, dove opera la chiatta semisommergibile Tronds Barge 33, capace di immersioni significative durante le fasi di varo. Per le coperture dei cassoni è attiva una piattaforma di betonaggio offshore, una chiatta a circa 800 metri dalla costa che consente di preparare il calcestruzzo vicino al fronte di posa, riducendo i tempi e i rischi legati al trasporto.
Consolidamento del fondale
Il lavoro sul basamento sommerso è fondamentale: i fondali su cui poggerà la barriera raggiungono profondità importanti e devono essere consolidati per distribuire i carichi. La prima fase prevede la realizzazione di decine di migliaia di colonne di ghiaia, lunghe tra 6 e 13,5 metri, installate con vibroflot e getti combinati per creare una piattaforma marina omogenea. Questo sistema permette agli elementi prefabbricati di trovare un appoggio stabile e limare gli assestamenti nel tempo.
Impatto sul porto e prospettive logistiche
L’intervento modifica la geografia portuale: la diga, con uno sviluppo complessivo di circa 6 chilometri, prepara nuovi ingressi, canali di accesso più ampi e spazi di manovra adeguati alle navi di ultima generazione. Nella prima fase saranno posizionati oltre 70 cassoni nei primi 4.000 metri, consentendo l’apertura del nuovo ingresso da levante e un allargamento dei canali per ospitare portacontainer e unità da crociera di dimensioni maggiori. L’opera non è solo marina: il suo valore si misura nella rete hinterland, in particolare nel collegamento con il Terzo Valico e il Nodo ferroviario di Genova, anch’essi realizzati da Webuild, che rendono il porto più competitivo nei flussi commerciali verso il Nord Italia e l’Europa.
Il prossimo traguardo operativo
La sfida immediata per il cantiere è mantenere la continuità dei flussi logistici: ghiaia, roccia, calcestruzzo e mezzi navali devono arrivare sincronizzati alle finestre operative consentite dal mare. Il monitoraggio delle forniture, la gestione delle squadre e la robustezza del cronoprogramma saranno i parametri che determineranno la capacità del progetto di trasformare l’avanzamento tecnico in valore infrastrutturale duraturo.
Osservazioni conclusive
La posa del 22° cassone rappresenta un segnale tangibile: il cantiere sta consolidando un ritmo di produzione e posa che rende l’opera sempre meno sperimentale e più industriale. Restano variabili naturali e logistiche da gestire, ma la convergenza tra prefabbricazione a Vado Ligure, produzione offshore del calcestruzzo e lavori subacquei dimostra la complessità organizzativa ormai avviata verso fasi successive di completamento.