L’opera Gaza: diario di un medico, scritta da Salman Khalid e pubblicata da Creuza de Mä Edizioni nella collana Ostinati e contrari, arriva in città con una presentazione pubblica. L’incontro è fissato per il 1 giugno alle ore 20 negli spazi di Music for Peace a Sampierdarena, all’interno della prima giornata del Che Festival. La natura del testo è quella di una cronaca in presa diretta, nata dall’impegno volontario dell’autore in un contesto ospedaliero ormai al collasso.
Diario dal fronte sanitario
Salman Khalid è un medico di pronto soccorso con oltre quindici anni di esperienza in Canada che ha scelto di operare come volontario presso l’ospedale al-Aqsa durante l’offensiva. Il libro nasce come un vero e proprio diario in tempo reale, in cui le annotazioni quotidiane registrano la pressione delle decisioni impossibili, la scarsità di risorse e il dolore dei pazienti. La scrittura è essenziale e diretta: non edulcora, ma restituisce la concretezza delle scelte cliniche e umane quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso.
La doppia dimensione: cura e testimonianza
Il testo si muove sul confine tra il racconto medico e la testimonianza civile: da un lato la pratica clinica, con il peso delle mancanze strutturali; dall’altro la necessità di documentare per far sapere. Questa duplice prospettiva trasforma il diario in un documento che ha valore sia informativo sia etico, ponendo il lettore davanti a una responsabilità di conoscenza e attenzione.
Presentazione e contesto locale
Scegliere gli spazi di Music for Peace per la presentazione non è casuale: l’associazione è impegnata da anni in attività di supporto umanitario e in iniziative di solidarietà a favore della popolazione palestinese. Il collocamento dell’evento all’interno del Che Festival amplia la portata del libro, inserendolo in un contesto culturale che unisce riflessione, impegno e raccolta concreta di aiuti.
Un formato pensato per essere accessibile
Il volume è uscito in anteprima in formato eBook e dal 27 maggio è disponibile nelle librerie cartacee, consentendo a pubblici diversi di avvicinarsi a una vicenda che spesso viene raccontata in modo frammentario. La scelta editoriale di diffondere prima la versione digitale è motivata dalla volontà di raggiungere i lettori più giovani e di rendere la testimonianza subito accessibile.
Valore editoriale e finale solidaristico
Per l’editore Creuza de Mä Edizioni il libro rappresenta l’incarnazione della missione editoriale: dare parola a storie necessarie che interroghino le coscienze. La pubblicazione è arricchita dalla prefazione di Fozia Alvi e dalla postfazione di Diana Buttu, con la traduzione di Daria Cadalt, elementi che contribuiscono a collocare il testo in un panorama di approfondimento critico e civile.
Proventi e responsabilità
Un ulteriore aspetto concreto del progetto riguarda la destinazione dei proventi: Salman Khalid ha deciso di devolvere gli incassi a Humanity Auxilium, una ong canadese-americana partner dell’OMS impegnata nel fornire aiuti medici e umanitari alla popolazione di Gaza. Questa scelta lega la testimonianza letteraria a un intervento tangibile sul campo.
Perché leggere questo diario
Il testo non è una lettura leggera: racconta la fatica di chi opera in condizioni estreme e restituisce l’immagine di ospedali che perdono i loro connotati tradizionali per diventare spazi di emergenza permanente. Leggere Gaza: diario di un medico significa confrontarsi con una documentazione diretta che provoca domande e spinge all’azione, sia culturale sia di solidarietà.
La presentazione del 1 giugno a Music for Peace costituisce dunque un’occasione per ascoltare la voce di chi ha visto la crisi dall’interno, discutere il ruolo delle ONG e delle comunità locali nell’assistenza e riflettere sul valore della testimonianza in tempo di guerra. L’invito è aperto a chiunque voglia avvicinarsi a una narrazione che unisce esperienza medica e responsabilità civile.