Il Comune di Genova ha aderito a una nota congiunta firmata anche da amministrazioni di altre città italiane per contestare la decisione del Consiglio dei ministri di prorogare la validità delle carte d’identità cartacee oltre la data prevista del 3 agosto 2026. La presa di posizione arriva nel contesto di un passaggio amministrativo che molte municipalità avevano già pianificato e potenziato nei mesi precedenti.
Secondo il Comune, la misura nazionale rischia di generare «una grande confusione» tra gli utenti e di mettere sotto pressione gli sportelli anagrafici, a causa dell’incoerenza tra le nuove disposizioni e gli investimenti messi in campo localmente per promuovere la Cie (carta d’identità elettronica).
Le ragioni dell’opposizione di Genova e delle altre città
L’assessore ai servizi civici del Comune di Genova, Emilio Robottiha spiegato i motivi della protesta evidenziando il lavoro svolto dalle amministrazioni: «Da mesi i Comuni portano avanti un lavoro straordinario per gestire il passaggio dalla carte d’identità cartacea alla Cie, potenziando gli sportelli, ampliando gli orari e investendo risorse per accompagnare i cittadini verso una scadenza che lo stesso Governo aveva confermato con una campagna nazionale». Questa attività organizzativa e finanziaria, sostiene Palazzo Tursi, rischia di essere vanificata dal cambiamento normativo intervenuto all’ultimo momento.
Impatto sugli uffici anagrafici
La decisione di prorogare la validità delle carte cartacee è giudicata dalle amministrazioni come una <<cambiata la regola a pochi metri dal traguardo>>secondo gli enti coinvolti, la modifica improvvisa comporterà costi aggiuntivi e possibili disservizi perché gli uffici che avevano riallocato risorse per la diffusione della Cie dovranno rivedere procedure e comunicazione ai cittadini. L’effetto temuto è un sovraccarico degli sportelli in una fase di transizione già delicata.
Il nodo dei viaggi all’estero e la chiarezza richiesta
Un aspetto centrale citato nella nota congiunta riguarda le regole per l’espatrio: la proroga non estende la validità delle carte cartacee per i viaggi internazionali. Come sottolineato dal Comune, «La proroga non vale per andare all’estero», e questa doppia valenza normativa potrebbe creare fraintendimenti tra i cittadini che si presentano agli sportelli pensando di ottenere un documento ancora valido per tutte le esigenze.
Per l’amministrazione genovese la situazione è paradossale: viene estesa la validità formale del documento sul territorio nazionale ma rimane nulla per gli spostamenti internazionali, determinando una incongruenza tecnica che può tradursi in disagi pratici e in appelli agli uffici per chiarimenti.
Richiami alla coerenza normativa
Nel richiedere maggiore chiarezza, il Comune di Genova sollecita il Governo a fornire indicazioni uniformi e coerenti, così da evitare che l’incertezza scarichi i suoi effetti sugli amministratori locali e sui cittadini. L’appello istituzionale sottolinea la necessità di coordinamento tra livelli di governo quando si tratta di cambiamenti che incidono direttamente sulla cittadinanza e sull’organizzazione dei servizi.
Di fronte a questa criticità, Palazzo Tursi invita espressamente la popolazione a non interrompere il percorso di digitalizzazione avviato: «Invitiamo comunque i genovesi a non farsi confondere e a continuare a richiedere la Cie presso i nostri uffici», ha dichiarato Robotti, ribadendo l’impegno comunale a mantenere servizi efficienti e a sostenere i cittadini nella transizione verso il documento elettronico.
La presa di posizione del Comune genovese si inscrive in una iniziativa collettiva che vede coinvolte anche amministrazioni di città come Milano, Torino, Firenze, Padova, Bergamo, Vicenza e Fiesoleche con Genova hanno firmato la nota per esprimere la loro contrarietà alla scelta del Governo. L’obiettivo comune è ottenere regole stabili e comprensibili, evitando che provvedimenti di portata nazionale generino effetti contrari a quelli attesi sulle amministrazioni locali e sugli utenti.
La questione rimane aperta e pone il tema del rapporto tra decisioni nazionali e capacità attuativa dei Comuni: mentre le municipalità si dichiarano pronte a proseguire con l’implementazione della Ciechiedono al contempo di non vedere vanificati gli sforzi organizzativi ed economici effettuati fino a oggi.



