24 Maggio 2026 🌤 28°
Ultim'ora
Organizzare una giornata perfetta a una festa locale in Liguria

Rissa nel carcere di Sanremo: agente colpito con una lametta

Aggiornamenti dall'istituto di Sanremo: un agente ferito e richieste di intervento da parte dei sindacati

Rissa nel carcere di Sanremo: agente colpito con una lametta

Il 19 maggio 2026, all’interno del carcere di Sanremo, un agente della polizia penitenziaria è rimasto ferito nel corso di una violenta colluttazione tra due detenuti. L’operatore, intervenuto per sedare la lite, è stato raggiunto al braccio da una lametta da barba utilizzata durante lo scontro; dopo le prime cure è stato trasferito al ospedale di Sanremo per accertamenti. L’episodio si è verificato mentre erano in corso le operazioni di accesso ai passeggi, intesi come i momenti di uscita controllata dei detenuti all’aria aperta, e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dentro gli istituti penitenziari.

Dinámica dell’evento e intervento

Secondo le ricostruzioni fornite dalle rappresentanze sindacali, la rissa è scoppiata nelle fasi di distribuzione degli spazi per il passeggi, quando due persone detenute hanno dato luogo allo scontro. L’agente, nel tentativo di riportare l’ordine, è stato ferito con una piccola lama che uno dei coinvolti aveva a disposizione. Subito dopo l’episodio, i due detenuti sono stati posti in isolamento precauzionale e sono partite le verifiche interne per accertare modalità e responsabilità. La presenza di oggetti impropri come una lametta solleva interrogativi sulle procedure di controllo e sulla prevenzione dei rischi per il personale.

Tempistica e prime misure

Le autorità penitenziarie locali hanno attivato i protocolli previsti in casi del genere: valutazione medica per l’operatore coinvolto, attivazione del reparto investigativo interno e l’adozione di misure cautelari verso i detenuti responsabili. La collocazione in isolamento è stata motivata come misura preventiva in attesa degli accertamenti. Tali passaggi, seppur standard, riaprono il confronto sulle dotazioni e sulla formazione degli operatori per gestire situazioni ad alto rischio e prevenire il proliferare di strumenti taglienti all’interno delle sezioni.

La reazione del sindacato

I rappresentanti del Sappe hanno reso pubblica la vicenda e hanno ribadito le proprie preoccupazioni. Giuseppe Giangrande, segretario provinciale, ha comunicato l’accaduto e sollevato l’allarme sulla sicurezza del personale. A livello regionale, Vincenzo Tristaino ha criticato la gestione dei flussi carcerari, osservando che molti eventi critici in Liguria coinvolgono detenuti trasferiti da Torino e che le strutture locali non possono essere trasformate in una discarica sociale del distretto. Queste parole sottolineano il timore di un sovraccarico gestionale che si traduce in maggiori tensioni interne.

Richieste e prospettive sindacali

Il Sappe chiede interventi concreti per ridurre l’esposizione al rischio degli operatori: controlli più rigorosi sui trasferimenti, revisione delle procedure di ingresso nei passeggi e potenziamento del personale nei momenti critici della giornata. Le critiche puntano anche alla percezione di un’amministrazione lontana dalle esigenze quotidiane del personale, con richieste di confronto e misure organizzative che possano mitigare il ripetersi di episodi analoghi.

Le valutazioni della direzione nazionale

Il segretario generale Donato Capece ha definito l’episodio «irresponsabile e gravissimo», sollecitando un ripensamento delle strategie di sicurezza in tutto il sistema penitenziario. Capece ha sottolineato la necessità di adottare misure e strategie che rendano il carcere più sicuro sia per i detenuti sia per gli operatori, puntando a un sistema penitenziario più efficiente e meno complesso. Tra le ipotesi sul tavolo figurano tecnologie per il controllo degli oggetti, protocolli sanitari e di sicurezza aggiornati e interventi formativi mirati.

Scenario e possibili sviluppi

Alla luce dell’accaduto, è probabile un incremento dei controlli e delle ispezioni all’interno delle celle e delle aree comuni, nonché una maggiore attenzione alle procedure di trasferimento tra reparti e istituti. L’episodio al carcere di Sanremo rappresenta un campanello d’allarme per una realtà che spesso vive di risorse limitate e criticità organizzative. Per evitare il ripetersi di simili eventi, sindacati e direzione amministrativa dovranno confrontarsi su una roadmap che comprenda prevenzione, formazione e investimenti mirati.

In conclusione, il ferimento dell’agente e l’immediato isolamento dei due detenuti hanno aperto nuovamente il tema della tutela della sicurezza in carcere. Tra richieste sindacali, valutazioni della direzione e possibili aggiornamenti dei protocolli, la vicenda sarà seguita da vicino dagli organi competenti e dall’opinione pubblica, in attesa degli esiti delle indagini e delle decisioni che verranno adottate per evitare il ripetersi di simili emergenze.

Genova adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 24 Maggio