Durante l’incontro organizzato da Open a Parma, la sindaca di Genova silvia salis ha risposto a domande di cittadini, tifosi del Genoa e giornalisti, aprendo una riflessione sul futuro del centrosinistra. Prima di salire sul palco, ha scattato selfie e ha ricordato che il suo impegno principale resta la gestione della città ligure, un lavoro che, secondo lei, le vale il riconoscimento che i sondaggi le attribuiscono rispetto a Giuseppe Conte e Elly Schlein.
Salis e le primarie: un esercizio democratico ma non indispensabile
La candidata ha dichiarato apertamente di non essere “una grande fan” delle primarie definendole comunque un “esercizio democratico” che permette al popolo di esprimersi. Tuttavia, ritiene che la discussione avrebbe dovuto spostarsi, nei mesi scorsi, su temi di contenuto: il programma che dovrebbe guidare il campo largo verso le prossime elezioni. «Se avessimo focalizzato il dibattito sul programma, saremmo arrivati alla festa con il vestito in mano», ha affermato, sottolineando che le primarie rischiano di rubare spazio al lavoro di progetto.
Il contesto dei sondaggi: Conte avvantaggiato, Salis al top del gradimento
Un’indagine recente ha collocato Giuseppe Conte al primo posto tra gli aspiranti alla leadership del centrosinistra, sia a turno unico che a doppio turno, con un significativo supporto di elettori del Partito Democratico. Parallelamente, la stessa ricerca ha rilevato che Silvia Salis detiene il maggior indice di gradimento tra gli elettori del campo largo, superando sia Conte che Schlein. Nonostante questi dati, i dirigenti democratici, rappresentati da Chiara Braga, hanno mostrato un atteggiamento di tranquillità, ribadendo che la forza del centrosinistra risiede nella capacità di presentare un progetto di cambiamento unitario.
Strategia elettorale: ampliare il campo e tagliare i personalismi
Nel suo intervento, Salis ha evidenziato che la vittoria richiede un campo ampio capace di includere tutte le anime progressiste. Ha avvertito che l’approccio basato su “voti di veto” è controproducente: «Chi pensa di risolvere con i veto ha solo perso». L’obiettivo, secondo la sindaca, è “vincere le elezioni”, senza temere che tale ambizione sia un marchio della destra. Ha invitato i colleghi a superare i personalismi, a operare come una squadra e a focalizzarsi su proposte concrete, dal trasporto pubblico fino all’immigrazione.
Il trasporto pubblico di Genova: ristrutturazione senza licenziamenti
Un tema specifico ha riguardato il sistema di trasporto pubblico di Genova, ereditato con un debito consistente e perdite annue di circa 4,5 milioni di euro sotto l’amministrazione precedente. Salis ha spiegato che la ristrutturazione in corso prevede la continuità dei posti di lavoro, con trattative in fase avanzata con i creditori che dovrebbero concludersi entro novembre. Questo esempio serve a dimostrare che il centrosinistra è capace di tradurre le parole in azioni concrete, evitando decisioni che generino solo dissenso.
Esperienza al CONI e il ruolo di Malagò: una visione della macchina statale
Nel corso dell’intervista, la sindaca ha richiamato il periodo trascorso al CONI definendolo fondamentale per comprendere le dinamiche della macchina pubblica. Ha lodato la scelta di Giovanni Malagò di affidarle un ruolo dirigenziale, definendola una decisione coraggiosa che ha permesso di introdurre cambiamenti in un contesto tradizionalmente maschile. Salis ha sostenuto che tale esperienza le ha insegnato a trattare con le istituzioni, a gestire le relazioni territorio-stato e a confrontarsi con problemi di scala nazionale, competenze che intende portare nel dibattito politico.
Comunicazione e posizionamento: un messaggio unico contro il populismo
Infine, Salis ha analizzato la strategia comunicativa del centrodestra, descrivendola come “un’unica voce” guidata dalla Presidente del Consiglio. Ha avvertito il centrosinistra di non cadere nel modello americano di “schieramento contro schieramento”. Invece, ha proposto una comunicazione che metta in evidenza soluzioni reali, soprattutto su temi delicati come l’immigrazione: «Quando parliamo di immigrazione clandestina dobbiamo spiegare cosa intendiamo fare, non limitarsi a slogan». La sindaca ha chiuso affermando che, in quattro anni, il centrodestra non è riuscito a produrre i risultati promessi, sottolineando l’importanza di una leadership basata su programma e responsabilità.



