Nel corso di una conferenza convocata per fare il punto sul primo anno di amministrazione, la sindaca silvia salis ha voluto mettere ordine su due fronti che hanno alimentato discussioni pubbliche: le voci su un suo possibile ruolo nazionale e il piano di restyling per via XX Settembrel’asse centrale della città. Ha ribadito con fermezza di voler rimanere alla guida di Genova, mentre ha descritto i dettagli e le finalità della trasformazione urbana prevista per il tratto che va da Piazza De Ferrari al Ponte Monumentale.
La posizione politica di Salis e la gestione dell’attenzione mediatica
La sindaca ha affermato che l’attenzione dei media verso Genova è aumentata e che questa visibilità è in larga parte positiva per la città: un riflettore acceso su dinamismo giovanile, eventi e sul nuovo posizionamento urbano. Tuttavia, ha riconosciuto che l’esposizione porta con sé anche pressioni: maggiore analisi dell’operato dell’amministrazione, scrutinio sulla vita privata e attese elevate dopo anni di amministrazione di centrodestra a livello comunale e regionale. Salis ha insistito che il fatto di restare a parlare dei temi nazionali non equivale a una candidatura: «Io sono la sindaca di Genova e rimango la sindaca di Genova», ha sintetizzato, spiegando che affrontare questioni nazionali può essere utile perché molte scelte centrali hanno ricadute locali.
Durante il confronto la sindaca ha anche citato un’intervista rilasciata in aprile, sottolineando come una citazione parziale abbia cambiato il senso della sua risposta e alimentato fraintendimenti. Ha distinto tra il considerare teoricamente proposte interessanti e il ricevere offerte concrete: la prima è un esercizio di riflessione, la seconda comporterebbe decisioni reali. Questo chiarimento è servito a ricondurre il dibattito sul piano delle intenzioni e non delle candidature effettive.
Il progetto di riqualificazione di via XX Settembre
Il piano annunciato mira a trasformare via XX Settembre in un boulevard europeo. Gli interventi principali riguardano marciapiedi ampliati per il tratto centrale, l’introduzione di una pista ciclabilearee verdi e sedute ai lati della carreggiata e il posizionamento al centro dei nuovi filobus al 100% elettrici come asse di trasporto pubblico. Sul piano estetico e funzionale, è prevista la sostituzione dell’asfalto tradizionale con un calcestruzzo architettonico drenante di colore chiaro, pensato per migliorare l’aspetto visivo e la gestione delle acque.
L’intento dichiarato è creare uno spazio condiviso che favorisca la mobilità sostenibile, la permanenza in strada e il recupero di una vocazione urbana più viva. L’amministrazione ha collocato il progetto all’interno delle opere connesse ai cosiddetti «4 Assi», individuando via XX come uno degli elementi chiave per rendere più fluida e attrattiva la mobilità nel centro cittadino.
Reazioni dei commercianti e nodi di viabilità rimasti aperti
I rappresentanti del commercio locale hanno accolto con favore l’investimento, pur rimandando una valutazione definitiva fino a quando non verranno presentati piani esecutivi e apriranno i confronti con l’amministrazione. La presidente del civ di via XX ha espresso l’auspicio che il dialogo arrivi presto, richiamando la necessità di chiarire particolari di viabilità rimasti in sospeso, come l’intersezione con via Fieschi e i problemi legati a via Fiasella e Maraglianoaree che interessano direttamente il Mercato Orientale.
È stato ricordato inoltre che alcuni aspetti erano già stati oggetto di progettazione nella fase del piano dei 4 Assi avviata nel 2026: la chiusura parziale e la gestione delle svolte in corrispondenza di via Fieschi erano rimaste in discussione con il precedente esecutivo e ora dovranno essere affrontate in modo condiviso con gli operatori commerciali e i cittadini.
La polemica attorno alla conferenza stampa e i limiti imposti
La convocazione che ha preceduto l’incontro ha suscitato critiche per il formato proposto: richiesta di registrazione preventiva dei giornalisti, limitazione a due domande per testata e la richiesta di comunicare con giorni d’anticipo le tematiche. La scelta ha scatenato reazioni di giornalisti e opinione pubblica, con commenti che hanno richiamato il principio della libertà di stampa e il diritto dei cronisti a porre domande anche impreviste. Di fronte alla protesta, l’amministrazione ha cercato di giustificare le richieste sostenendo l’esigenza di preparare dati e risposte più complete, ma la principale obiezione è rimasta: non spetta all’istituzione dettare in anticipo le domande.
Alla fine la discussione pubblica ha portato a una correzione di rotta nel modo in cui l’incontro è stato gestito, ma la vicenda ha lasciato aperto il confronto sul rapporto tra potere locale e informazione, e sulla trasparenza nelle modalità di comunicazione istituzionale.



