In due diverse città italiane, Genova e Sciacca, si sono verificati casi di abbandono e maltrattamento di cani che hanno scatenato la solidarietà delle comunità locali. In entrambi i casi, l’intervento tempestivo di volontari e istituzioni ha permesso di salvare gli animali, ma le storie raccontano anche di una società che non chiude gli occhi di fronte alla crudeltà.
Genova: il pastore belga salvato grazie alla collaborazione tra istituzioni e cittadini
Nel cuore di Genova, un giovane pastore belga malinois è stato trovato in condizioni di grave malnutrizione e abbandono. La polizia locale, in collaborazione con la Croce Gialla genovese e l’Asl, è intervenuta prontamente per salvare l’animale. A dare l’allarme è stato un passante a cui il proprietario aveva affidato il cane senza poi fare ritorno. Gli agenti hanno condotto un’indagine accurata, sentendo testimoni, acquisendo documentazione sanitaria e dati telefonici, e verificando la posizione del microchip. Le telecamere di videosorveglianza sono state determinanti per risalire al responsabile dell’abbandono. Il pastore è stato affidato alle cure dell’unità cinofila della polizia locale, che si sta prendendo cura di lui per garantirgli una seconda chance.
Sciacca: la comunità si mobilita per salvare otto cuccioli
Nel quartiere San Michele di Sciacca, otto cuccioli sono stati trovati in condizioni disperate su un terrazzo sotto il sole cocente. Le temperature record di 43 gradi hanno reso la situazione ancora più critica. Adriana Montalbano, volontaria dell’associazione Balzoo e responsabile dell’ufficio Randagismo del Comune di Sciacca, ha descritto la scena come una delle più infernali della sua vita. “Gli abitanti della zona non avevano ben capito cosa stesse accadendo – racconta Montalbano -. Una giovane che era andata a trovare la mamma ha sentito i guaiti dei cuccioli e ha chiamato i soccorsi.”
L’intervento tempestivo e la solidarietà della comunità
Grazie all’intervento tempestivo, quattro cuccioli sono stati salvati, mentre purtroppo altri quattro non ce l’hanno fatta. La comunità di Sciacca non si è girata dall’altra parte. “Sciacca non s’è girata dall’altra parte – afferma Montalbano -. Abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni di cani e animali feriti, bisognosi. La sensibilità c’è, e la gente è pronta a collaborare.” I cuccioli sopravvissuti sono stati affidati alle cure dell’associazione Ohana di Santa Margherita di Belìce, che ha trovato per loro un rifugio temporaneo in un canile convenzionato con la città. L’ufficio Randagismo del Comune di Sciacca sta lavorando per accelerare il processo di adozione, in modo che gli animali possano finalmente avere una vita migliore.
Il sindaco Fabio Termine e l’assessore Agnese Sinagra hanno ricevuto numerose richieste di aiuto da parte dei cittadini, che vogliono sapere come possono contribuire. “La comunità si è mossa con grande spirito di collaborazione – conferma l’assessore Sinagra -. Faremo un’ordinanza per rimarcare che gli animali non possono essere tenuti in condizioni estreme e che situazioni del genere vanno denunciate. Il Comune di Sciacca si costituirà parte civile.”
Queste due storie di abbandono e solidarietà mostrano come la comunità possa fare la differenza quando si tratta di proteggere gli animali. A Genova e a Sciacca, la collaborazione tra istituzioni, volontari e cittadini ha permesso di salvare vite e di mandare un messaggio chiaro: la crudeltà verso gli animali non sarà tollerata.



