17 Giugno 2026 🌤 25°

Tassa di soggiorno a Genova: perché i proprietari immobiliari contestano l’aumento

A Genova si accende la polemica sull'aumento della tassa di soggiorno per gli appartamenti turistici. I proprietari immobiliari contestano la decisione del Comune.

Tassa di soggiorno a Genova: perché i proprietari immobiliari contestano l’aumento

La città di Genova è al centro di una vivace discussione riguardante l’aumento della tassa di soggiorno per gli appartamenti turistici. L’amministrazione comunale ha proposto di portare l’imposta da 3 a 5 euro a persona, una decisione che ha scatenato le proteste delle associazioni di proprietari immobiliari.

La misura, che mira a coprire i costi aggiuntivi generati dal turismo, è vista come un ulteriore onere fiscale da parte dei proprietari. Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia Genovaha espresso forte contrarietà, definendo la decisione come un attacco alla proprietà privata.

Le critiche dei proprietari immobiliari

Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia Genova e vicepresidente nazionale di Confediliziaha dichiarato: «La nuova giunta aveva già deciso di celebrare il suo insediamento colpendo la proprietà; oggi festeggia il primo compleanno con un altro provvedimento fiscale a danno dei proprietari di immobili». Secondo Nasini, la logica dell’amministrazione è errata: «Il turismo genera maggiori costi, quindi deve pagare il proprietario di immobili che non c’entra nulla. Noi diciamo di no e ci batteremo per i nostri associati».

L’associazione, che rappresenta oltre 60 mila associati tra proprietari singoli e condomini, ritiene che la tassa colpisca ingiustamente chi non è direttamente responsabile dei costi generati dal turismo. Nasini sottolinea che l’aumento della tassa di soggiorno è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti fiscali che penalizzano i proprietari immobiliari.

Le proposte alternative

Non solo Ape Confedilizia Genova ha sollevato critiche. Anche l’Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari ha espresso il proprio dissenso. Valentina Pierobon, vicepresidente nazionale dell’associazione, ha criticato la decisione di concentrare l’aumento solo sugli appartamenti destinati agli affitti brevi, senza coinvolgere anche le strutture alberghiere.

Pierobon ha proposto che l’aumento della tassa di soggiorno sia applicato in modo più ampio e progressivo, coinvolgendo anche gli hotel, in particolare quelli di fascia più elevata. Inoltre, ha chiesto chiarezza sull’uso del gettito aggiuntivo, stimato in circa 3 milioni di euro l’anno. Secondo Pierobon, una parte delle nuove entrate dovrebbe essere destinata alle politiche per la casa, come il rifinanziamento dei fondi a sostegno degli inquilini in difficoltà economica e gli strumenti contro la morosità incolpevole.

Il dibattito politico

L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca silvia salisha motivato la decisione con la necessità di coprire i maggiori costi generati dai flussi turistici, dalla raccolta dei rifiuti alla manutenzione urbana fino al decoro. Tuttavia, i proprietari immobiliari denunciano una nuova pressione sulla casa e chiedono che eventuali risorse aggiuntive vengano reinvestite in modo chiaro sul fronte abitativo.

Le associazioni contestano anche il metodo utilizzato dal Comune, lamentando l’assenza di un confronto preventivo con le rappresentanze del settore prima dell’annuncio della misura. Per Ape Confedilizia e per i piccoli proprietari, il punto non è soltanto l’aumento da 3 a 5 euro, ma la direzione politica che la giunta sembra imprimere alla gestione della casa e del turismo.

Genova adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 7 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 17 Giugno