Nei Comuni che compongono la Valle Scrivia si è accesa la protesta contro la proposta della Città Metropolitana e di Amt che prevede una riduzione delle percorrenze nel servizio extraurbano e un aumento della compartecipazione economica richiesta ai Comuni. Una missiva firmata dai sindaci dei Comuni di BusallaCasellaCrocefieschiIsola del CantoneMontoggioRonco ScriviaSavignoneValbrevenna e Vobbia fotografa le preoccupazioni del territorio e ribadisce la disponibilità a collaborare, ma con paletti chiari.
I contenuti della protesta dei sindaci della Valle Scrivia
Nella lettera le amministrazioni riconoscono «le difficoltà e la disponibilità a fare responsabilmente la propria parte», ma avvertono che «il necessario riequilibrio economico non può tradursi in una riduzione dei servizi essenziali». I firmatari sottolineano come, per le comunità montane, il trasporto pubblico rappresenti molto più di una voce di bilancio: è la via per raggiungere lavoro, scuola, servizi sanitari e il fondovalle. In aree dove le alternative sono scarse o assenti, anche poche corse in meno possono aumentare l’isolamento e alimentare lo spopolamento.
I Comuni intendono presentare osservazioni formali per proseguire il confronto con la Città Metropolitana e Amt dichiarando che l’obiettivo condiviso è «salvaguardare l’attuale livello dei servizi e trovare soluzioni sostenibili» che non penalizzino l’entroterra.
Reazioni politiche e impatto numerico del piano
La proposta di ridimensionamento del servizio è collegata al piano di risanamento di Amt illustrato ai sindaci dei 66 Comuni della Città metropolitana. Il centrodestra ha attaccato duramente la scelta: i rappresentanti della Lega Liguria Alessio Piana e Sandro Garibaldi, hanno definito le misure «vergognose» e hanno denunciato l’inefficienza gestionale che, a loro avviso, danneggia gli abitanti dell’entroterra. Dal canto loro altri esponenti politici hanno sottolineato la dimensione sociale del servizio verso anziani, studenti e lavoratori.
Il piano è stato descritto anche come una «vistosa riduzione dei chilometri erogati nel servizio extraurbano» con possibili diminuzioni medie attorno al 20,6%. Sono stati citati dati territoriali che evidenziano l’ordine di grandezza delle diminuzioni: per la Vallestura si parla di 190mila km tagliati su 659mila mentre per l’alta Valpolcevera la stima indicata è di 80mila km tagliati su 340mila. Altre aree potenzialmente interessate includono TigullioGolfo ParadisoValtrebbia e Vallescrivia.
Ricadute pratiche sui cittadini e sulle amministrazioni
La preoccupazione espressa da più parti riguarda il fatto che l’aumento della compartecipazione economica richiesto ai Comuni graverebbe su amministrazioni già in difficoltà, costringendo gli enti locali a scelte difficili tra bilancio e servizi. Laura Repetto, consigliera metropolitana e assessora del Comune di Busalla, ha evidenziato che con l’inizio dell’anno scolastico e l’autunno i tagli renderebbero più complicato muoversi per chi va a scuola o al lavoro e che il servizio di trasporto nell’entroterra svolge spesso una funzione sociale per fasce vulnerabili della popolazione.
Crisi politica e dimissioni di deleghe
La vicenda ha generato tensioni anche sul piano politico-amministrativo. I sindaci dell’Alta Valpolcevera avevano già inviato una lettera di protesta cui i segretari regionale e provinciale del PdDavide Natale e Francesco Tognoni hanno risposto con un comunicato critico sulle modalità e i toni utilizzati. Un ulteriore sviluppo ha visto il sindaco di CampomoroneGiancarlo Campora (esponente del Pd e tra i firmatari della missiva), inviare una lettera alla sindaca metropolitana Silvia Salis con la quale ha rimesso le deleghe.
Nel dibattito sono intervenuti anche esponenti di movimenti e partiti locali come Vince Genova rappresentati dal coordinatore e consigliere regionale Federico Bogliolo che hanno richiamato l’attenzione sull’entità dei tagli e sulle conseguenze quotidiane per le famiglie.
La partita ora prosegue con il confronto formale tra Comuni, Città Metropolitana e Amt e con la presentazione di osservazioni da parte dei nove sindaci della Valle Scrivia. Sul tavolo restano due nodi concreti: la necessità di riequilibrare i conti e la tutela del diritto alla mobilità per i territori montani.



