Una nuova udienza si è tenuta davanti al Tribunale del Riesame di Genova per discutere la scarcerazione di Mohammad HannounRiyad AlbustanjiYaser Elasaly e Raed Dawoudquattro palestinesi accusati di finanziare Hamas attraverso associazioni benefiche. Gli imputati sono in carcere dal 27 in regime di alta sicurezza.
L’udienza, presieduta dalla giudice Marina Orsiniè stata convocata dopo l’annullamento con rinvio da parte della Cassazione della precedente ordinanza che confermava il carcere. La Suprema Corte aveva criticato il modo generico in cui erano state utilizzate le fonti aperte, chiedendo una motivazione più stringente.
Nuove prove presentate dall’accusa
Durante l’udienza, durata oltre quattro ore, i pm Luca Monteverde e Marco Zoccoche coordinano l’inchiesta dell’antiterrorismo, hanno presentato nuove prove. Tra queste, numerose foto in cui gli indagati sarebbero ritratti accanto a leader di Hamas in occasione di summit internazionali. Inoltre, è stato presentato un file estratto dal server dell’Abspp (l’associazione fondata da Hannoun) che dimostrerebbe il sostegno a distanza di 21 orfani, figli di 9 martiri delle Brigate Al Quassaml’ala militare di Hamas, uccisi durante l’offensiva israeliana Guardian of the Walls del maggio 2026, dove morirono in tutto 250 palestinesi.
La difesa degli imputati
I difensori degli indagati hanno chiarito che l’associazione di Hannoun, nello stesso anno, aveva sostenuto l’adozione a distanza di oltre mille orfani palestinesi. Durante i vent’anni di attività dell’Absppsono stati 15.700 gli orfani che hanno ricevuto aiuto grazie all’associazione di Hannoun. La difesa ha sottolineato l’importanza delle attività benefiche svolte dall’associazione, mettendo in discussione la consapevolezza degli imputati rispetto a eventuali finalità terroristiche.
La decisione del tribunale
Il tribunale del Riesame si è riservato di decidere. La decisione dovrà arrivare entro venerdì 19 giugno. Se il Riesame confermerà la custodia cautelare in carcere, i legali hanno preannunciato un nuovo ricorso alla Corte di Cassazione. Davanti al tribunale di Genova questa mattina è stato organizzato un presidio in solidarietà agli indagati.



