L’impatto avvenuto sull’Aurelia a Ceriale ha avuto conseguenze tragiche: una delle due ragazze in sella alla moto, Sofia Barberiè deceduta a seguito delle ferite riportate, mentre l’altra, Emma Brascaè stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico ed è ricoverata con prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. I soccorsi sono intervenuti con automedica e diverse ambulanze, e la zona è rimasta chiusa per i rilievi.
Incidente e primi rilievi sulla dinamica
Secondo gli accertamenti in corso, affidati ai Carabinieri di Ceriale e coordinati dalla Procura di Savonala collisione ha coinvolto una Fiat 500 e una moto con a bordo due giovani. L’urto è stato così violento da proiettare le due ragazze sull’asfalto e distruggere il veicolo a due ruote.
I militari stanno ricostruendo la successione degli eventi e hanno acquisito immagini e testimonianze per stabilire responsabilità e cause precise. Risulta che alla guida della Fiat 500 fosse una ragazza neopatentataalla quale è stato ritirato il documento al termine dei primi accertamenti. Le indagini continueranno per chiarire ogni dettaglio utile.
Trasferimento e accertamenti medici
Dopo il trasporto d’urgenza, entrambe le giovani sono state portate al Santa Corona di Pietra Ligure in codice rosso. Per Sofia Barberi nonostante i tentativi di stabilizzazione le ferite si sono rivelate fatali e il suo corpo è stato trasferito alla morgue dell’ospedale; il pubblico ministero disporrà l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni. Per Emma Brasca è stata necessaria una operazione complessa che ha comportato l’amputazione di un arto inferiore; la ragazza resta in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione.
Video, social e reazioni pubbliche
Nei minuti successivi all’incidente sono comparsi sui social alcuni filmati che hanno alimentato sdegno e polemiche. Un video pubblicato in una storia Instagram ritraeva momenti dopo lo schianto accompagnati da frasi che hanno suscitato indignazione, tra cui espressioni come “questa qua è mort…” e commenti offensivi. La registrazione è stata acquisita dagli inquirenti ed è allegata agli atti.
Il ragazzo che ha postato il filmato, identificato come il giovane a bordo della Cinquecento, ha chiamato i carabinieri ieri sera segnalando minacce dopo che una folla si era radunata sotto la sua abitazione. I militari sono intervenuti per disperdere il gruppo. Il padre del diciannovenne ha dichiarato che il figlio, al momento della registrazione poi rimossa, era ubriaco e non si rendeva conto di quanto stava facendo, raccontando inoltre che “Ci hanno spaccato la porta di casa e continuavano a inveire.“
Scuse pubbliche e reazioni delle associazioni
Nel pomeriggio di oggi il ragazzo ha pubblicato un video di scuse: “Ragazzuoli, io chiedo scusa per le storie che ho messo“, ha detto, ammettendo di non aver compreso la gravità della situazione e dichiarando di essersi vergognato per quanto pubblicato. Intanto la pagina Instagram usata per la pubblicazione non è più accessibile.
La Croce Bianca di Finale Ligurepresente sul luogo dell’incidente tra i soccorsi, ha espresso profondo sdegno per l’uso dei social nel contesto dell’emergenza definendo la vicenda uno “squallido e aberrante teatrino” e chiedendo rispetto per le vittime e per il lavoro dei soccorritori.
Dichiarazioni istituzionali e cordoglio
Il sindaco di Alassio, Marco Melgratiha rivolto parole di vicinanza alla famiglia di Sofia Barberiin particolare all’assessore comunale di Ceriale, Barbara De Stefanosottolineando il dolore della comunità e la speranza riposta nei giovani che dimostrano responsabilità e rispetto per gli altri. Le parole ufficiali invitano a trasformare il dolore in un richiamo alla cultura della sicurezza e della responsabilità.
Le indagini proseguono per accertare ogni responsabilità e ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Gli inquirenti stanno analizzando anche un secondo video che potrebbe contenere elementi utili alle ricostruzioni del prima e del dopo impatto.



