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Genova ricorda Don Gallo: messa e avvio del progetto Dimmi chi escludi

Silvia Salis ha preso parte alla cerimonia in piazza Don Gallo e ha ricordato l'eredità di Don Gallo sostenendo l'iniziativa culturale Dimmi chi escludi

Genova ricorda Don Gallo: messa e avvio del progetto Dimmi chi escludi

La piazza antistante la chiesa è stata scenario di un momento di raccoglimento a cui ha partecipato anche Silvia Salis, sindaca di Genova, per commemorare il tredicesimo anniversario della scomparsa di Don Gallo. La funzione è stata officiata da don Luigi Ciotti e si è svolta in spazio pubblico, con l’intento di trasformare il ricordo personale in una memoria collettiva che parli alla città intera. L’atmosfera era quella di una comunità che cerca consolazione e continuità nei gesti e nelle parole del sacerdote scomparso.

Alla presenza di cittadini e rappresentanti della comunità di San Benedetto al Porto, la sindaca ha espresso il suo sentimento personale: il rammarico per non aver potuto condividere l’esperienza della guida di Don Gallo durante il suo mandato, ma anche la gratitudine per poter ritrovare i suoi insegnamenti attraverso chi lo ha conosciuto. Nel suo intervento ha sottolineato come il ricordo non sia solo nostalgia ma un patrimonio di valori da coltivare e trasformare in azioni concrete per la città.

Nasce il progetto culturale “Dimmi chi escludi”

La celebrazione ha segnato l’inizio di un percorso più ampio: il lancio del progetto Dimmi chi escludi, promosso dalla comunità di San Benedetto al Porto per mantenere viva l’opera di Don Gallo. L’iniziativa è pensata come un ciclo di appuntamenti che valorizzano il dialogo pubblico sul tema dell’inclusione e dell’accoglienza, con momenti di riflessione, spettacolo e partecipazione cittadina. Il progetto vuole essere una proposta culturale rivolta a tutte le età, capace di mettere al centro le persone marginalizzate e di stimolare pratiche di solidarietà.

Il programma e l’appuntamento conclusivo

Tra le tappe previste, il programma prevede un evento conclusivo che si terrà sabato 30 maggio con un concerto in piazza Matteotti a partire dalle 16. Questa data sarà il momento culminante del progetto, pensata per trasformare il linguaggio della memoria in un’occasione pubblica di festa e riflessione. Gli organizzatori invitano la cittadinanza a partecipare attivamente, contribuendo alla costruzione di un ricordo che non sia soltanto commemorazione, ma leva per un cambiamento sociale.

Il messaggio civile e religioso

Nel suo discorso la sindaca ha richiamato il tema centrale che ha contraddistinto l’impegno di Don Gallo: una Chiesa intenzionata a stare accanto agli ultimi. Ha ricordato come quei gesti e quelle parole costituiscano un modello etico che la comunità cittadina è chiamata a seguire. Per Salis, ripercorrere quel percorso significa non semplicemente celebrare una figura pubblica, ma assumere un impegno concreto nella vita amministrativa e sociale della città, mantenendo vivo il principio dell’attenzione ai più vulnerabili.

Una guida per l’azione pubblica

L’intervento della sindaca ha richiamato la necessità di tradurre la memoria in pratiche amministrative e culturali: sostegno alle reti di solidarietà, promozione di politiche inclusivi e dialogo con le comunità più fragili. Questo approccio è stato definito come un vero e proprio imperativo civico, che nasce dall’esempio lasciato da Don Gallo e che si declina in iniziative come Dimmi chi escludi. La celebrazione, quindi, non è fine a se stessa ma punto di partenza per nuovi progetti condivisi.

Partecipazione e simboli

Alla messa erano presenti esponenti della comunità, cittadini comuni e rappresentanti delle realtà che gravitano attorno a San Benedetto al Porto. La sindaca, visibilmente partecipe, ha indossato la maglia del progetto Dimmi chi escludi come segno di adesione pubblica e di sostegno simbolico all’iniziativa. Questo gesto è stato interpretato come un ponte tra istituzione e società civile, un modo per ribadire che la memoria condivisa può funzionare da collante per azioni concrete a favore delle persone più emarginate.

Verso un ricordo che produce cambiamento

In chiusura, la giornata è apparsa come un tentativo organico di coniugare memoria e futuro: ricordare Don Gallo non solo attraverso le parole ma mediante progetti che producono impatto. L’appuntamento musicale del 30 maggio rappresenta la tappa pubblica più visibile di questo percorso, ma l’intento dichiarato resta quello di rendere duratura la sensibilità verso gli esclusi. In questo senso, la partecipazione della sindaca e delle realtà associative è stata letta come un segnale di volontà collettiva di mantenere vivo l’impegno etico e sociale che Don Gallo ha incarnato.

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