26 ottobre 2026 ☀ 13°

Tifosi della Sampdoria presidiano Bogliasco per chiedere responsabilità e chiarezza

I gruppi organizzati della Sampdoria hanno chiamato a raccolta i tifosi sotto la sede di Bogliasco per protestare contro quella che definiscono un'assenza di programmazione e competenza nella gestione societaria

Tifosi della Sampdoria presidiano Bogliasco per chiedere responsabilità e chiarezza

La tifoseria della Sampdoria è tornata a far sentire la propria voce. Nella serata di martedì 23 giugno 2026 centinaia di sostenitori si sono radunati davanti alla sede del club a Bogliasco per un presidio organizzato dai gruppi della Gradinata Sud e dalla Federclubs. L’obiettivo dichiarato era manifestare contrarietà verso la direzione sportiva e la responsabilità delle scelte comunicate dall’area dirigenziale.

Il richiamo dei tifosi non è stato rivolto a singoli giocatori o all’allenatore in senso personale, ma alla gestione complessiva: secondo i presenti la società avrebbe mostrato un’ assenza di programmazione e una carenza di competenza organizzativa elementi che, a giudizio della curva, hanno prodotto una serie di promesse non mantenute e scelte ritenute approssimative.

Il presidio del 23 giugno a Bogliasco: numeri, slogan e clima

La manifestazione si è svolta davanti alla sede in via Cavour a Bogliasco luogo che ha assunto un forte valore simbolico per la tifoseria. I gruppi organizzati hanno fissato l’appuntamento alle 20:30 e, pur sapendo che gli uffici erano chiusi, hanno voluto ribadire con cori e striscioni la propria frustrazione. Tra gli slogan più ripetuti c’erano inviti alla società a lasciare la guida del club, urla per “liberare la Sampdoria” e richieste esplicite di chiarezza sulle strategie sportive.

I partecipanti hanno esposto uno striscione in cui si parla di “falsità e disorganizzazione” e si rivendica la volontà di riprendersi il controllo del corso della squadra: un messaggio che intende collegare la protesta alle scelte dirigenziali degli ultimi anni, giudicate imperfette dalla parte più attiva del tifo. Nonostante il tono acceso, i gruppi hanno chiarito che la protesta non era rivolta agli atleti in campo, bensì a chi prende decisioni societarie.

Presenza e modalità dell’azione

Al presidio hanno partecipato sia la Gradinata Sud sia la Federclubs accompagnati da una larga rappresentanza di sostenitori. Il raduno è stato gestito come presidio simbolico: discorsi, cori e l’affissione degli striscioni hanno scandito la serata, senza degenerazioni violente ma con un tono di forte pressione sociale verso la dirigenza. I tifosi hanno ribadito la loro intenzione di non mollare finché non vedranno segnali concreti di cambiamento nella programmazione sportiva.

Motivazioni precise: nomine, promesse e il nodo allenatore

Tra i motivi che hanno portato alla protesta spiccano alcune scelte recenti della società: l’ingaggio di Americo Branco come direttore sportivo e l’avvicinamento alla formalizzazione di Bernardo Corradi come allenatore sono stati citati come esempi di decisioni discordanti rispetto alle garanzie offerte in passato. I tifosi ricordano impegni annunciati dalla dirigenza — tra cui la promessa di un profilo internazionale per la panchina e per la direzione sportiva — e sostengono che l’esito reale non abbia rispettato quell’identikit.

Nel corso delle contestazioni è stato richiamato anche il precedente incontro tra una delegazione dei gruppi organizzati e i vertici del club a Bogliasco incontro in cui erano state chieste trasparenza e concretezza. Secondo i manifestanti, le promesse non sono state attuate: figure chiave non sono state rimosse e alcuni dirigenti ritenuti responsabili di errori passati sarebbero rimasti nell’orbita decisionale. Tale situazione ha alimentato la rabbia e la sensazione di essere stati presi in giro.

Rivendicazioni e atteggiamento futuro dei tifosi

I gruppi organizzati hanno sintetizzato il loro messaggio in uno slogan forte: «Non vogliamo stare zitti, ci siamo rotti i c… delle promesse». Hanno inoltre escluso, per ora, iniziative come la diserzione degli spalti: la Gradinata Sud ha chiarito che continuerà a sostenere la squadra al Luigi Ferraris ma che la pressione sulla società non verrà meno fino a quando non si vedranno segnali concreti di cambiamento nel progetto sportivo. La prospettiva annunciata è quindi quella di una mobilitazione continuativa, finalizzata a ottenere maggiore responsabilità gestionale.

La vicenda rimane aperta: i tifosi hanno scelto la protesta come strumento per ottenere risposte, mentre la società dovrà decidere come rispondere alle sollecitazioni pubbliche. L’appuntamento del 23 giugno rimane un punto di non ritorno simbolico nella stagione di contatti e tensioni tra la proprietà e la piazza blucerchiata.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app