La vicenda che ha coinvolto ricercatori e studenti dell’Università di Genova alle Maldive continua a essere al centro dell’attenzione giudiziaria. Un docente dell’ateneo ha reso chiarimenti agli investigatori italiani sostenendo che la navigazione a bordo della Duke of York non fosse una vacanza, ma una spedizione scientifica collegata all’attività universitaria.
Le informazioni raccolte e i dispositivi consegnati agli inquirenti rappresentano ora elementi utili per ricostruire quanto accaduto. Tra i deceduti figurano docenti, ricercatori, studenti e la guida del battello: la complessità del caso ha spinto le autorità a coordinare le indagini con attenzione sia agli aspetti tecnici sia a quelli amministrativi e finanziari.
Le dichiarazioni del professor Vanin
Secondo quanto riferito dagli investigatori, il professor Stefano Vanin, docente associato di Zoologia ed esperto in entomologia forense, ha spiegato che la sua presenza alle Maldive aveva finalità di ricerca distinte ma affini al progetto di gruppo. Ha chiarito che, mentre alcuni partecipanti erano impegnati nello studio dei coralli e degli ecosistemi marini, lui si occupava del campionamento di ditteri e di altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario. Questa precisazione è stata sottolineata per rimarcare la natura scientifica dell’attività svolta a bordo della nave.
Materiale consegnato agli inquirenti
Il docente ha messo a disposizione degli investigatori vari supporti digitali: hard disk, computer, telefoni cellulari e chiavette Usb appartenenti alle vittime. Tra questi si contano anche blocchi di appunti che potrebbero contenere informazioni utili sulla pianificazione della crociera, sulle attività di ricerca e sull’elenco delle persone coinvolte. Il materiale verrà analizzato per ricostruire i movimenti e le comunicazioni antecedenti alla tragedia, con l’obiettivo di chiarire ruoli e responsabilità.
L’avanzamento dell’inchiesta
Le autorità giudiziarie hanno aperto un fascicolo per comprendere la dinamica dell’incidente e per valutare eventuali profili di responsabilità. Un nodo centrale dell’accertamento riguarda l’organizzazione delle crociere scientifiche svolte nella zona: inchiesta e verifiche amministrative punteranno anche a esaminare i flussi finanziari, i contratti e le modalità con cui sono stati coinvolti partecipanti e operatori locali. Comprendere come è stata strutturata la spedizione è ritenuto essenziale per stabilire se siano state rispettate tutte le procedure di sicurezza previste.
Interrogatori e prossime fasi
Gli investigatori stanno valutando l’audizione di altre persone presenti alle Maldive per definire una ricostruzione più completa. Le attività prevedono l’analisi dei dispositivi digitali consegnati, l’acquisizione di testimonianze e la collaborazione con le autorità locali per i rilievi tecnici. Parallelamente possono essere disposti esami medico-legali per chiarire le cause dei decessi; ogni passo sarà funzionale ad accertare i fatti e a chiarire il contesto operativo della missione.
Impatto accademico e reazioni familiari
La tragedia ha suscitato reazioni sia in ambito accademico sia tra i familiari delle vittime. È emersa preoccupazione per la gestione delle comunicazioni e per la memoria delle persone coinvolte: alcune famiglie hanno espresso disappunto per modalità e tempistiche con cui sono stati aggiornati i dati pubblici relativi ai ricercatori. Il caso solleva interrogativi più ampi sulla sicurezza delle attività sul campo e sulla gestione delle spedizioni internazionali organizzate da istituzioni universitarie.
In conclusione, l’indagine punta a mettere insieme elementi tecnici, documentali e testimonianze per ottenere una ricostruzione fedele dei fatti: il materiale consegnato dal professor Vanin e le audizioni future potrebbero contribuire in modo significativo a chiarire le responsabilità e le circostanze che hanno portato alla tragedia.