24 Maggio 2026 🌤 25°
Ultim'ora
Organizzare una giornata perfetta a una festa locale in Liguria

Elezioni comunali in Liguria: dove si vota e i primi dati di affluenza

Un quadro sintetico dei numeri, dei candidati e dei territori dove si decidono i nuovi sindaci in Liguria

Elezioni comunali in Liguria: dove si vota e i primi dati di affluenza

La Liguria torna alle urne con 18 comuni chiamati a rinnovare sindaci e consigli comunali: sono distribuiti in quattro province, con dieci centri nella Città metropolitana di Genova, cinque in provincia di Imperia, due nello Spezzino e uno nel Savonese. Si vota domenica 24 dalle 7 alle 23 e lunedì 25 dalle 7 alle 15, procedure valide per tutti i seggi; trattandosi di centri sotto i 15.000 abitanti, l’elezione avverrà in turno unico, senza ballottaggi.

Alle prime rilevazioni delle ore 12 la Liguria mostra un andamento misto: a livello regionale l’affluenza segnava il 14,9%, leggermente superiore al 14,69% registrato nella consultazione comunale di cinque anni fa, mentre nella Città metropolitana di Genova la media era più bassa (13,7%) rispetto al 14,95% dell’ultima tornata. Questi numeri iniziali disegnano un voto caratterizzato da forti differenze tra centri costieri e piccoli borghi, con punte di partecipazione molto variabili.

La Città metropolitana di Genova: dove si concentra la variabilità

Nell’area metropolitana sono dieci i comuni al voto e i dati delle 12 mostrano una forbice ampia: a Casella il 15,76% degli elettori si era già recato alle urne, a Ceranesi il 10,41%, a Cogoleto il 14,79% e a Crocefieschi il 22,37%. Altre rilevazioni: Ronco Scrivia 15,38%, San Colombano Certenoli 8,26%, Santo Stefano d’Aveto oltre il 24%, Torriglia 17,33%, Vobbia 19,69% e Zoagli 7,33%.

Centri con comportamenti opposti

Questi valori mettono in evidenza come alcuni borghi montani o dell’entroterra registrino livelli di partecipazione superiori alla media, mentre località costiere o frazioni presentano affluenze più contenute. Il dato di Zoagli (7,33%) e quello di Santo Stefano d’Aveto (più del 24%) sono esempi della polarizzazione in atto: la partecipazione non segue un’unica logica territoriale, ma è influenzata da dinamiche locali, dalla presenza di sfide interne e dalla mobilitazione delle liste.

Il Ponente e il Savonese: sfide e casi particolari

Nel Savonese l’unico centro interessato è Zuccarello, dove a mezzogiorno l’affluenza era del 9,42%, in netto calo rispetto al 16,29% della precedente rilevazione alla stessa ora. Qui si confrontano tre liste: il sindaco uscente Claudio Paliotto con «Uniti per Zuccarello – Collaborazione e Sviluppo», il candidato di estrema destra Valerio Favi legato a Forza Nuova e Gaetano Ferrara per «Insieme per Zuccarello». Paliotto cerca il terzo mandato dopo aver ottenuto il 75,39% nel 2015 e il 65,57% nel 2026.

Nel ponente imperiese, tra i cinque comuni al voto, spicca Rocchetta Nervina con il 28,90% degli elettori alle urne alle 12, un aumento di 7,38 punti rispetto alla precedente tornata. Al contrario, Bordighera segnava il 14,31% (+0,84%) nelle sue dieci sezioni; è il centro più popolato della tornata, con cinque liste in campo e una partita che pesa anche per questioni amministrative come il futuro Piano urbanistico comunale.

La Spezia: Lerici e Levanto come poli di riferimento

Nel Golfo della Spezia il voto si concentra su Lerici e Levanto. Lerici conta 9.497 residenti e 8.818 aventi diritto: per questa ragione è uno dei comuni più osservati. Le sedi dei seggi sono distribuite tra il centro e le frazioni (piazza Bacigalupi, via Gozzano, Tellaro, Serra, Pugliola, Pozzuolo), un dettaglio organizzativo che incide sulla logistica di voto. La sfida principale è a due: Marco Russo con la lista «Per Lerici e i suoi borghi» e Aurora Minichini con «Lerici domani».

Regole di preferenza e impatto locale

Nel sistema elettorale locale ogni elettore può esprimere una o due preferenze scrivendo i cognomi dei candidati della lista scelta; se si esercitano due preferenze devono essere di sesso diverso e appartenere alla stessa lista, altrimenti la seconda preferenza viene annullata. Questa regola condiziona le strategie di campagna e la composizione delle liste, perché favorisce l’alternanza di genere nelle candidature e incide sull’esito del conteggio delle preferenze.

Il quadro politico complessivo della tornata è segnato da sfide locali molto personalizzate: a Bordighera la contesa è particolarmente delicata per il contesto amministrativo e il rilievo turistico del territorio; nel Genovesato troviamo, tra gli altri, candidati di peso come l’ex vicepresidente regionale Claudio Montaldo a Ceranesi o figure che tornano alla scena locale dopo esperienze nazionali. Non essendoci comuni oltre i 15.000 abitanti, la competizione sarà decisa al primo turno, rendendo decisive le percentuali di affluenza e la capacità di mobilitazione delle liste.

Nei prossimi aggiornamenti andranno monitorati l’andamento dell’affluenza fino alla chiusura dei seggi, le differenze territoriali e gli eventuali segnali di svolta nelle principali città costiere e nei piccoli centri interni: da questi elementi dipenderà il profilo dei nuovi amministratori e la composizione politica dei consigli comunali liguri.

Genova adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 24 Maggio