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Sindaco di Portofino innocente: assoluzione per falso e ricettazione

Dopo due anni e dieci mesi di accuse, il sindaco di Portofino Matteo Viacava è stato assolto con formula piena. La sua storia, tra tabacchiere e amministrazione comunale

Sindaco di Portofino innocente: assoluzione per falso e ricettazione

Una vicenda giudiziaria lunga due anni e dieci mesi si è conclusa con un’assoluzione che ha il sapore della giustizia tardiva. Matteo Viacava, sindaco di Portofino e maestro d’ascia, è stato assolto dal Tribunale di Genova dalle accuse di falso e ricettazione relative a presunte borse griffate contraffatte trovate nella sua tabaccheria.

La storia inizia nell’estate del 2026, quando la Guardia di Finanza, coordinata dall’allora procuratore aggiunto Francesco Pinto, avvia un’indagine che porterà al sequestro di 91 capi di lusso, tra cui marchi prestigiosi come Hermes, Fendi e Chanel. Le indagini erano partite dopo la pubblicazione di un articolo che sollevava dubbi sulla genuinità dei prodotti in vendita nel negozio del sindaco.

L’assoluzione e le dichiarazioni di Viacava

Questa mattina, il giudice monocratico Alberto Barillari ha pronunciato l’assoluzione con la formula ‘per non aver commesso il fatto’. Una decisione che arriva dopo un processo lungo e complesso, durante il quale il sindaco ha sempre proclamato la propria innocenza.

‘Sono molto contento, ho sempre detto di essere innocente’, ha dichiarato Viacava all’agenzia Adnkronos. ‘Ma sono anche stanco e avvilito, perché per due anni e dieci mesi sono stato accusato di qualcosa che non ho commesso. Oggi finalmente è stato dimostrato che io con la gestione del negozio non c’entro e che qualcuno ha sbagliato.’

Il sindaco ha tenuto a precisare il suo ruolo: ‘Io mi occupo di fare il sindaco e il maestro d’ascia. Hanno indagato su cose di cui io non mi occupo. Io non sono mai entrato nel mio negozio, sono contento che un giudice abbia messo la parola fine.’

Il contributo di Viacava a Portofino

Matteo Viacava ha colto l’occasione per ribadire il suo impegno per la comunità di Portofino. ‘Sono una persona che ha dato il sangue e la vita per il suo paese. Ho portato 10 milioni di euro all’anno ho assunto 180 persone in più di quello che potevo, ho dato le case a chi non poteva permettersele.’

Il sindaco ha sottolineato come la sua amministrazione comunale abbia sempre lavorato per il prossimo e per i deboli. ‘La mia famiglia aiuta tutti da cent’anni e anche io ho contribuito. Dovrei essere un esempio per l’Italia. Questo è Matteo Viacava, non l’uomo delle borsette.’

La difesa e le motivazioni della sentenza

Durante il processo, Viacava è stato difeso dagli avvocati Ernesto Monteverde e Carolina De Ferrari. Il sindaco aveva puntato il dito contro la stampa, sostenendo che si trattasse di un attacco politico, visto il suo ruolo nel concedere una deroga per intitolare una via a Silvio Berlusconi, storico ospite di Portofino.

Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 90 giorni ma l’assoluzione rappresenta già un punto fermo nella vicenda. ‘Ora è finito l’incubo’, ha dichiarato Viacava, ‘ma fossi stato colpevole sarei stato il primo a dire di avere sbagliato. Io sono fatto così.’

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