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Processo Ponte Morandi: sentenza storica per il crollo del 2018

Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, è stato condannato a 12 anni di reclusione per il crollo del Ponte Morandi a Genova nel 2018.

Processo Ponte Morandi: sentenza storica per il crollo del 2018

Il 16 luglio 2026 è una data che resterà impressa nella memoria collettiva italiana. In questo giorno, infatti, è stata emessa la sentenza definitiva per il crollo del Ponte Morandi a Genova, avvenuto il 14 agosto 2018 e che ha causato la morte di 43 persone.

La corte ha condannato Giovanni Castellucci ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (ASPI) a 12 anni di reclusione. Castellucci, già condannato per la strage di Avellino, si trova attualmente nel carcere di Opera a Milano. La Procura aveva richiesto una pena di 18 anni e sei mesi nei suoi confronti.

Le vittime e le testimonianze

Tra le vittime del crollo c’era anche Henry Diaz un giovane del Levante ligure originario della Colombia e residente a Uscio. Henry stava rientrando a casa in auto dopo aver accompagnato un’amica a Corsico quando è stato coinvolto nella tragedia.

In aula erano presenti il procuratore capo di Genova, Nicola Piacente e i rappresentanti del comitato dei familiari delle vittime, tra cui Egle Possetti che ha perso nella tragedia la sorella, il cognato e due nipoti.

Le scuse ufficiali di Autostrade per l’Italia

In un gesto senza precedenti, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana ha pubblicato una lettera di scuse sul Corriere della Sera e sul Secolo XIX il giorno prima della sentenza. Nella lettera, Giana ha scritto: «a nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi».

Giana ha spiegato che nel 2018 era «uno dei milioni di cittadini che si trovava attonito davanti agli schermi della televisione, dove scorrevano le drammatiche immagini di quella tragedia che si stava consumando a Genova». Ha aggiunto che nel tempo che seguì il crollo del ponte Morandi, continuava a domandarsi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo.

Le responsabilità penali dei manager

La questione della responsabilità penale dei dirigenti e dei manager per i reati commessi dai propri subordinati è un tema giuridico complesso, dibattuto a livello internazionale. La recente carcerazione dell’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rfi Mauro Moretti dopo che la Cassazione ha confermato le condanne inflitte nel processo d’appello ter per la strage ferroviaria di Viareggio, ha riacceso la polemica.

Un appello firmato da oltre 250 super dirigenti e imprenditori ha sottolineato il principio che la responsabilità penale appartiene alla tradizione giuridica europea e sancito dalla Costituzione. Tra i firmatari, Pietro SaliniEmanuele OrsiniLuciano ViolanteRenato BrunettaPaolo ScaroniFabrizio PalenzonaChicco TestaRenato ScognamiglioVito GamberaleMassimiliano FuksasStefano Pontecorvo e l’avvocata ed ex ministra della Giustizia Paola Severino.

Il processo e le richieste di condanna

Il processo sul crollo del ponte Morandi è iniziato il 7 luglio del 2026 e da allora ci sono state 284 udienze. Gli imputati sono 57 per i dirigenti delle aziende l’accusa ha chiesto condanne tra i 7 e i 15 anni di carcere mentre per tecnici e funzionari minori tra i 3 e i 6 anni. La richiesta più alta, 18 anni e 6 mesi è stata fatta per Castellucci, che è già in carcere dopo la condanna a sei anni per disastro e omicidio colposo per uno dei più gravi incidenti stradali mai avvenuti in Italia, che causò la morte di 40 persone in provincia di Avellino nel .

L’accusa sostiene che i vertici di ASPI abbiano attuato una politica sistematica di tagli alle manutenzioni ordinarie e straordinarie con l’obiettivo di massimizzare i profitti della rete autostradale per ridistribuire dividendi più alti agli azionisti di Atlantia.

La difesa di Castellucci ha definito l’ex AD un capro espiatorio sostenendo che le colpe del crollo siano da imputare a difetti costruttivi originari tenuti nascosti e che il manager non potesse occuparsi personalmente delle ispezioni fisiche sui singoli stralli. Castellucci ha rilasciato spontanee dichiarazioni per dichiararsi responsabile ma non colpevole.

La presidente del comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, Egle Possetti si è detta stupita di queste scuse, che a suo parere andavano fatte a suo tempo. Possetti ha aggiunto che il comitato ritiene in ogni caso i membri della famiglia Benetton responsabili moralmente, anche se nessuno di loro è imputato.

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