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Genova e il Viminale: le sfide della sicurezza urbana e i nodi da sciogliere

Il SIAP Genova chiede un'accelerazione decisa per la sicurezza urbana. Tra i temi caldi: organici insufficienti, Patti per la Sicurezza e strumenti come il Taser.

Genova e il Viminale: le sfide della sicurezza urbana e i nodi da sciogliere

La sicurezza a Genova è al centro di un acceso dibattito. Dopo l’incontro tra il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la Sindaca Silvia Salis, il Segretario Generale Provinciale del SIAP Genova, Roberto Traverso, ha sollecitato un cambio di passo decisivo. La situazione è complessa e richiede interventi concreti e tempestivi.

Tra i temi più spinosi ci sono gli organici insufficienti delle forze dell’ordine, il ritardo nella stipula dei Patti per la Sicurezza Urbana e l’introduzione di strumenti come il Taser. Vediamo nel dettaglio quali sono le sfide e le proposte per migliorare la sicurezza nella città ligure.

Organici insufficienti: un’emergenza nazionale

Uno dei problemi più gravi è la carenza di personale nelle forze dell’ordine. A Genova, la situazione è particolarmente critica: le nuove assegnazioni di personale non riescono nemmeno a coprire il turnover fisiologico dovuto ai pensionamenti. “Questo è un tema strutturale che deve essere risolto a livello ministeriale e centrale”, sottolinea Traverso. “Non è pensabile che la copertura degli organici diventi oggetto di una trattativa diretta o contingente tra i singoli Sindaci e il Viminale.”

Il SIAP Genova chiede una pianificazione nazionale seria per restituire risorse e uomini a una città che ne ha disperatamente bisogno. La carenza di personale non solo compromette l’efficacia delle operazioni di controllo del territorio, ma rappresenta anche un rischio per la sicurezza dei cittadini e degli stessi operatori.

Patti per la Sicurezza Urbana: un ritardo di nove anni

Un altro punto cruciale è la stipula dei Patti per la Sicurezza Urbana. A Genova, dall’introduzione del decreto legge sulla sicurezza urbana nel 2017 (DL 14/2017), sono passati ben nove anni senza che nessun Patto per la Sicurezza sia mai stato sottoscritto, neppure durante la precedente amministrazione guidata dal Sindaco Bucci. “Genova deve recuperare questo gap al più presto”, prosegue il Segretario Provinciale del SIAP.

Il SIAP ribadisce che la vera sicurezza urbana si costruisce attraverso un approccio integrato e multilivello. È necessario affiancare all’azione di controllo del territorio interventi concreti dedicati al recupero urbano: decoro, pulizia, illuminazione pubblica e, soprattutto, il potenziamento dei servizi sociali. Risulta fondamentale valorizzare e sostenere gli operatori sociali che lavorano quotidianamente sul territorio, fornendo loro gli strumenti idonei per prevenire il disagio e supportare le fasce più fragili.

Taser e CPR: i nodi da sciogliere

Traverso chiarisce il punto di vista del sindacato su temi delicati come i CPR o la dotazione del Taser, invitando a non trasformarli in ostacoli paralizzanti per la firma dei Patti. “Per quanto riguarda il Taser, è bene ricordarne il valore e l’inquadramento corretto”, spiega Traverso. “Il SIAP ha sempre sostenuto con forza l’importanza di questo strumento per chi indossa una divisa: rappresenta un presidio fondamentale che serve come extrema ratio per evitare il ricorso all’arma da fuoco.”

Il Taser è un dispositivo governato da protocolli d’uso e operativi rigidissimi, preceduto da un percorso addestrativo molto severo che, per la Polizia di Stato, fa capo direttamente al Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Per la Polizia Locale, l’eventuale introduzione del Taser è già definita dalla normativa nazionale in base alla popolazione residente, parametro in cui Genova rientra pienamente. Non si tratta quindi di una materia negoziabile a livello nazionale o di governo centrale, ma dell’adozione di un regolamento interno di competenza del Comune di Genova.

Il SIAP auspica che da Roma arrivi la spinta decisiva per far ripartire rapidamente un percorso non più rinviabile per la tutela della città. “Separando i piani istituzionali da quelli locali ed evitando inutili rigidità, ci auguriamo che da Roma arrivi la spinta decisiva per far ripartire rapidamente un percorso non più rinviabile per la tutela della città”, conclude Roberto Traverso.

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