26 ottobre 2026 🌤 17°

Siher al centro di due inchieste: dalle piazze di Milano ai sospetti finanziamenti

Youssef Siher è al centro di accertamenti che collegano l'organizzazione delle proteste a Milano e verifiche a Genova su presunti finanziamenti ad Hamas; gli inquirenti analizzano chat, dispositivi e reti social.

Siher al centro di due inchieste: dalle piazze di Milano ai sospetti finanziamenti

Gli sviluppi giudiziari che riguardano Youssef Siher collegano due filoni investigativi distinti ma potenzialmente convergenti: da un lato l’accusa di essere la presunta mente del Movimento 17 ottobre coinvolto nelle violenze di Milano, dall’altro le verifiche aperte dalla Procura di Genova sui contatti con una rete di associazioni finite sotto inchiesta per presunti finanziamenti ad Hamas.

Le indagini hanno preso avvio dopo gli scontri in centro a Milano e, in uno sviluppo successivo, si è appreso che la Procura di Genova sta esaminando possibili relazioni fra Siher e gli indagati dell’inchiesta sui fondi a Hamas che nel dicembre 2025 aveva portato a sette arresti, tra cui il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun.

Accuse e ipotesi sulla gestione dei canali social del Movimento 17 ottobre

La Digos ha descritto il ruolo del 30enne come quello di un ideologo capace di trasformare tensione di strada in progetto politico. A Siher vengono attribuite azioni di istigazione e l’utilizzo coordinato di piattaforme digitali: in pochi giorni il gruppo aveva raccolto decine di migliaia di follower su Instagram e Telegram, numeri che le forze dell’ordine considerano significativi per valutare la potenziale capacità di orientare le mobilitazioni.

Secondo gli atti, Siher e la moglie — anch’essa indagata — avrebbero gestito i canali del Movimento. La persona indagata è laureata in Comunicazione, con un master in Scienze politiche, lavora come ricercatore sui movimenti politici islamici e come giornalista freelance e risulta attiva nelle campagne filopalestinesi. Le procure contestano non tanto il coinvolgimento diretto in saccheggi o danneggiamenti, quanto la promozione e l’organizzazione di azioni pubbliche con finalità aggravate di terrorismo e di violenza organizzata.

Prove digitali e il ruolo della Polizia Postale

Durante le perquisizioni agli arresti del 24 ottobre, gli inquirenti hanno sequestrato un notebook e uno smartphone. Sul computer erano attivi account legati al Movimento 17 ottobre e messaggi programmati su Telegram, in parte generati con intelligenza artificiale, con disposizioni organizzative su luoghi e orari delle piazze. Alcuni messaggi programmati non sono stati inviati perché l’intervento delle forze dell’ordine ha preceduto l’invio.

La Polizia Postale ha inoltre analizzato una chat WhatsApp accessibile via WhatsApp Web sul notebook, con richieste di informazioni sulla manifestazione del 24 ottobre. Il telefonino di Siher è stato sequestrato ma, secondo gli atti, l’indagato non ha fornito le credenziali per il suo accesso, rendendo necessarie ulteriori verifiche tecniche e accertamenti irripetibili.

Verifiche a Genova sui presunti finanziamenti ad Hamas

Parallelamente alle accuse per gli episodi di Milano, la Procura di Genova ha avviato accertamenti per valutare eventuali contatti tra Siher e i soggetti coinvolti nell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas. Quel procedimento, che risale a dicembre 2025, ha portato a diverse misure restrittive nei confronti di membri di una rete di associazioni benefiche, compreso Mohammad Hannoun.

Siher non risulta indagato nel fascicolo di Genova, ma gli inquirenti stanno verificando relazioni e contatti che possano aver collegato la sua figura agli indagati in quel procedimento. Le attività istruttorie mirano a chiarire la natura e l’entità delle eventuali interazioni, valutando se siano state semplici contatti o momenti di collaborazione organizzativa.

Elementi esclusi dagli accertamenti

Nel corso delle analisi tecniche non sono emersi elementi che colleghino il ricercatore a gruppi di hacker filorussi noti come Noname. Gli ambienti giudiziari sottolineano che, allo stato, non risultano evidenze di rapporti con questi collettivi informatici. Le indagini però continuano sull’insieme dei dispositivi sequestrati e sulle chat rinvenute.

È previsto l’interrogatorio di garanzia davanti alla gip, chiamata a decidere sulla convalida del fermo e sulle eventuali misure cautelari richieste dalla Procura di Milano, che ha motivato la richiesta anche con il rischio di fuga e di reiterazione del reato. I capi di imputazione contestati comprendono l’istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità terroristica e la partecipazione a violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.

L’evoluzione dell’inchiesta resta monitorata dalle autorità giudiziarie di Milano e Genova: mentre il primo filone ricostruisce il ruolo di Siher nella gestione delle mobilitazioni e nei contenuti diffusi online, il secondo approfondisce possibili rapporti con soggetti coinvolti nell’inchiesta sui presunti finanziamenti a Hamas del dicembre 2025. Entrambi i filoni si reggono su elementi digitali e testimonianze che saranno valutati nel corso dell’istruttoria.

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