In un colpo durissimo per il mondo del lavoro genovese, la multinazionale svedese Ericsson ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 131 dipendenti del sito di Genova. La decisione, comunicata ufficialmente l’11 settembre 2026, riguarda la chiusura dell’intero reparto di ricerca e sviluppo dedicato all’ottica e una parte di un altro reparto R&D.
La notizia ha scatenato immediate reazioni da parte dei sindacati e delle istituzioni locali, preoccupate per le ripercussioni economiche e sociali di questa scelta aziendale. Il polo tecnologico degli Erzelli, che avrebbe dovuto rappresentare un fiore all’occhiello per la ricerca e l’innovazione tecnologica della città, rischia ora di subire un duro colpo.
Le ragioni dietro la decisione di Ericsson
Secondo quanto riportato nella procedura di licenziamento, una delle principali cause di questa decisione è la progressiva contrazione del mercato italiano delle telecomunicazioni. Il settore, descritto come in sofferenza e con dinamiche particolarmente impegnative, ha spinto la multinazionale a rivedere la propria strategia organizzativa e di portafoglio.
La chiusura del reparto R&D Ottica e di una parte di un altro reparto di ricerca e sviluppo colpisce principalmente settori impegnati nello sviluppo di tecnologie avanzate per le reti e le infrastrutture delle telecomunicazioni. Tra i dipendenti coinvolti, ci sono 56 impiegati64 quadri e 11 dirigenti.
Le reazioni dei sindacati e delle istituzioni
La segretaria generale della Slc Cgil Genova Sonia Montaldo, ha definito la decisione di Ericsson un colpo durissimo per i dipendenti e un vero e proprio dramma sociale per Genova. Montaldo ha sottolineato come la chiusura di questi reparti rappresenti una sconfitta per lo sviluppo della cittadella tecnologica e una perdita del cuore del processo produttivo dell’azienda.
Anche la Cisl attraverso il segretario generale della Fistel Cisl Liguria Giorgio Merlino, ha espresso preoccupazione per la decisione di Ericsson. Merlino ha chiesto all’azienda di assumersi le proprie responsabilità e di aprire un confronto serio con le organizzazioni sindacali per evitare licenziamenti traumatici.
L’impegno delle istituzioni locali
Le istituzioni locali non sono rimaste a guardare. L’assessore regionale ai Rapporti con le organizzazioni sindacali, Paolo Ripamonti ha manifestato la propria disponibilità a incontrare i rappresentanti sindacali per garantire la massima tutela possibile dei lavoratori. Anche la sindaca di Genova, Silvia Salis ha espresso solidarietà ai lavoratori e ha annunciato un incontro urgente con i vertici dell’azienda per conoscere nel dettaglio le ragioni di questa decisione.
Salis ha sottolineato l’importanza di difendere le competenze presenti a Genova, che rappresentano un patrimonio per la città e un’opportunità per il futuro. L’amministrazione comunale ha dichiarato che farà tutto il possibile per sostenere soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro e le attività di ricerca e sviluppo.
Le prossime mosse
Lunedì 14 settembre, dalle 9.30 alle 11.30, è convocata un’assemblea di tutto il personale Ericsson per discutere delle conseguenze di questa decisione e delle possibili azioni da intraprendere. Nel frattempo, i rappresentanti sindacali e le istituzioni locali continuano a lavorare per trovare soluzioni che possano mitigare l’impatto di questi licenziamenti sulla comunità genovese.
La situazione rimane critica, ma la determinazione delle parti coinvolte lascia sperare in un futuro in cui la ricerca e l’innovazione tecnologica possano continuare a prosperare a Genova, nonostante le difficoltà attuali.



