Nel corso della serata di ieri, presso la casa circondariale di Genova Pontedecimo, si è verificato un episodio che ha nuovamente collocato la struttura al centro dell’attenzione mediatica. Una detenuta, già confinata nell’istituto dal 2023 per reati di tentato omicidio, ha reagito in maniera violenta durante la somministrazione della terapia, colpendo un agente della Polizia Penitenziaria con uno sputo diretto al volto. Il gesto è stato accompagnato da ripetute minacce di morte elementi che hanno immediatamente suscitato preoccupazione tra i colleghi e le autorità competenti.
Il contesto carcerario di Pontedecimo è da tempo segnato da tensioni crescenti: gli agenti riferiscono di dover gestire quotidianamente aggressioni, vandalismi e situazioni d’emergenza che mettono a dura prova la loro sicurezza. La violenza di ieri rappresenta, a detta del sindacato, l’ennesimo segnale di un deterioramento della situazione, che rischia di trasformare la struttura in un luogo dove la protezione del personale appare compromessa.
Dettagli dell’aggressione avvenuta a Pontedecimo
L’episodio si è svolto durante la somministrazione della terapia, un momento solitamente considerato di routine. La detenuta, nonostante la presenza dei controlli di sicurezza ha colto al volo l’opportunità di sputare in faccia all’agente, per poi proseguire con insulti e minacce di morte. Secondo le testimonianze, l’agente stava semplicemente svolgendo il proprio servizio quando è stato colpito, dimostrando quanto la situazione possa trasformarsi in pochi secondi da ordinaria a pericolosa.
Il comportamento della detenuta durante la terapia
Le autorità carcerarie hanno confermato che la donna era già sotto sorveglianza per precedenti condotte violente. Il suo comportamento in quel frangente è stato descritto come “reiterato”, suggerendo che non si trattava di un episodio isolato ma di una continuazione di una dinamica di conflitto interno. La posizione appellante per tentato omicidio, insieme a una storia di altre aggressioni, rende la gestione di questo caso particolarmente complessa per il personale penitenziario.
Le richieste della Uil Fp Polizia Penitenziaria
Fabio Pagani, segretario della Uil Fp Polizia Penitenziaria ha espresso forte disappunto, sottolineando che l’incidente dimostra quanto sia diventata difficile e pericolosa la condizione di lavoro a Pontedecimo. Pagani ha chiesto con veemenza un intervento immediato dell’Amministrazione penitenziaria, evidenziando che gli agenti sono chiamati quotidianamente a fronteggiare aggressioni, devastazioni e minacce, mentre le priorità gestionali sembrano focalizzarsi altrove.
Critiche verso l’Amministrazione penitenziaria
Nel suo intervento, Pagani ha anche insinuato che l’attenzione della direzione si concentri più su questioni di poco conto, come l’autorizzazione di torte per i compleanni delle detenute, piuttosto che sulla sicurezza operativa dell’istituto. “Pontedecimo non serve più aspettare: serve intervenire”, ha concluso, ribadendo che la tutela degli agenti non può più essere considerata secondaria. La richiesta è chiara: definire misure concrete per proteggere il personale e gestire in modo più incisivo le detenute con comportamenti violenti.



