Il 16 ottobre 2026, l’albergo storico dei Poveri di Genova è stato teatro di una protesta inattesa. Dal mattino, i membri del collettivo Cambiare Rotta hanno eretto tende davanti all’ingresso dell’Università di Genova interrompendo la normale attività dell’aula magna dove era in programma il convegno intitolato “Innovare per progettare il futuro”.
Il tema centrale dell’incontro era la presentazione del progetto per un nuovo campus da realizzare negli Erzelli, una zona già al centro di un acceso dibattito pubblico. L’intervento improvviso dei manifestanti ha però trasformato l’evento in un vero e proprio scontro verbale, lasciando in sospeso la discussione prevista per le 16.30.
L’occupazione dell’Albergo dei Poveri e il blocco del convegno
Le tende piantate al portone sono state il segnale visibile di una occupazione decisa. A pochi minuti dall’inizio del convegno, i membri del collettivo hanno fatto irruzione nella sala, salendo sul palco e sostituendo il programma ufficiale con i propri cartelli e microfoni. Il gesto ha bloccato l’avvio della sessione, costringendo gli organizzatori a sospendere le attività.
Messaggi sullo striscione e richieste per il 30-31 ottobre
Tra gli striscioni sventolati, spiccava la frase: “Caro vita, guerra e precariato, ma quale campus Erzelli? Gli studenti sono la priorità. 30 e 31 sciopero generale”. Questo slogan riassumeva, in poche parole, le preoccupazioni dei giovani: la difficoltà di trovare un alloggio dignitoso, i costi del trasporto pubblico l’inflazione che penalizza i fuori sede e la percezione che le risorse vengano dirottate verso la produzione di armamenti. Il documento chiedeva, inoltre, l’organizzazione di uno scandalo generale nei giorni 30 e 31 ottobre.
Reazioni istituzionali e proposta di dialogo
All’interno dell’aula sono intervenuti anche rappresentanti istituzionali: la sindaca di Genova Silvia Salis il presidente della regione liguria Marco Bucci e il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi. I tre hanno espresso la disponibilità a costituire un tavolo di confronto per affrontare le istanze sollevate, sottolineando la volontà di trovare una soluzione condivisa senza ricorrere a ulteriori blocchi.
Impegni del rettore Antonio Uccelli
Il rettore eletto, Antonio Uccelli ha risposto in diretta ai manifestanti, annunciando la sua disponibilità a un incontro formale subito dopo la cerimonia di insediamento, prevista per l’inizio di novembre. L’offerta, presentata come gesto di buona volontà, punta a far emergere un percorso di negoziazione che possa includere tutte le parti coinvolte.
Le rivendicazioni degli studenti: oltre le residenze
Gli attivisti hanno ampliato il raggio delle proprie richieste, andando ben oltre la questione delle residenze universitarie. Tra i punti più caldi figurano la necessità di un trasporto pubblico più economico, la mancanza di servizi essenziali nelle zone studentesche e l’onere dell’inflazione che grava sui giovani fuori sede. Inoltre, il collettivo ha denunciato le spese destinate agli armamenti e il conflitto in corso, ritenuti responsabili di un significativo deflusso di fondi dallo stipendio pubblico all’istruzione.
Nonostante la tensione, le istituzioni presenti non hanno chiuso le porte al confronto. La decisione di aprire un tavolo di discussione potrebbe rappresentare il primo passo verso una soluzione condivisa, ma al momento i lavori del convegno restano in stand-by e la città di Genova osserva con apprensione l’evoluzione della vicenda.



